Cronaca Collemarino

Collemarino, il medico legale: Alessia uccisa con cinque coltellate

Il lavoro dell'equipe del medico legale Mauro Pesaresi ha confermato la ricostruzione degli inquirenti. Gli investigatori hanno trovato e sequestrato uno zaino contente oggetti personali e due quaderni

Luca Giustini ha ucciso la figlioletta di 18 mesi con 5 coltellate che hanno trapassato cuore e polmoni, uccidendo la bimba all’istante. Nessun’altra lesione sul corpicino della vittima, nessun segno di percossa. Solo 5 fendenti al torace che, in pochi istanti, hanno strappato la vita a lei, piccola e incapace di difendersi, mentre era stesa nella sua culla a pancia in sù. E’ il quadro emerso lunedì sera, dopo l’autopsia effettuata dall’equipe del medico legale Mauro Pesaresi. L’esame autoptico ha confermato che l’arma del delitto è compatibile con il coltello da cucina che i carabinieri hanno trovato sporco di sangue, vicino alla culla completamente insanguinata. E anche le ferite sono compatibili con quella che, fin dall’inizio, è stata la dinamica ipotizzata dagli inquirenti, cioè che Giustini avrebbe sferrato i fendenti dall’alto verso il basso, nel lettino dove era sdraiata la piccolina. Un dettaglio non banale, che confermerebbe la ricostruzione della procura anconetana che, da domenica alle 14, sta cercando di capire tutti i dettagli di quanto successo al terzo piano della palazzina di via Patrizi 1, a avvocato Pelinga-2Collemarino.

Ora Giustini, il macchinista delle Ferrovie dello Stato di 34 anni, è agli arresti ospedalieri con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal legame di parentela. Il compito di difenderlo è affidato all’avvocato Nicoletta Pelinga (in foto) che, già oggi, proverà ad incontrarlo. Anche perchè si avvicina il giorno della convalida dell’arresto, già fissato per mercoledì, quando il gip deciderà anche in merito alle eventuali misure di custodia cautelare

In queste ore gli inquirenti sono al lavoro per cercare di chiudere il caso il prima possibile. Da una parte il pm Andrea Laurino che, insieme ai carabinieri dorici, sta interrogando tutti i parenti e gli amici della coppia, nel tentativo di risalire all’unico vero tassello del puzzle, che ancora manca per completare un quadro ormai abbastanza chiaro: il movente. E forse per questo sarà fondamentale la testimonianza della moglie dell’indagato che, proprio ieri, è stata ascoltata in un interrogatorio secretato. Dall’altra ci sono gli agenti della polizia scientifica che stanno analizzando ogni elemento valido trovato sul luogo del delitto. Ma lunedì pomeriggio si è aggiunto un nuovo reperto per gli investigatori che, nella macchina dell’indagato, hanno trovato e sequestro uno zaino contente oggetti personali e due quaderni che, secondo prime indiscrezioni, conterrebbe solo appunti relativi al lavoro.

Per Giustini saranno fondamentali le prossime ore quando, forse, riuscirà a parlare. Si, perché  l’uomo è piantonato giorno e notte al reparto di psichiatria dell’ospedale di Torrette, dove è ricoverato dal giorno del delitto. Completamente choccato dopo aver realizzato quello che ha fatto, fissa il vuoto e a stento riesce a stare in piedi. E sia l’accusa che la difesa hanno espresso la volontà di chiedere una perizia psichiatrica per capire le reali capacità di intendere e di volere del 34enne.

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