I magistrati si fanno i conti in tasca: tutte le spese della Procura Generale

Tutte le spese del 2017 sostenute dall'ufficio giudiziario e che compaiono nel bilancio sociale. Stipendi di magistrati, personale amministrativo ma anche un impressionante dato sulle confische

Il procuratore generale Sergio Sottani

Costi tanti, uscite praticamente nulle perché in Procura Generale delle Marche i capitoli di spesa del 2017 sono stati interamente coperti dall’ammontare delle confische. Tradotto in numeri: 1 milione e 300 mila euro sono entrati in cassa dalle acquisizioni di giustizia a fronte di 1 milione e 254 mila euro di uscite. E’ questo il dato più significativo che emerge nel bilancio sociale presentato martedì mattina alla Loggia dei Mercanti. «Questo è un atto che dà conto alla comunità di come l’ufficio giudiziario spende i suoi soldi – ha spiegato il procuratore generale Sergio Sottani- in una logica di trasparenza abbiamo voluto dotarci di questo strumento che non è utilizzato da tutti gli uffici giudiziari. Noi vogliamo creare un esempio. Abbiamo anche creato un questionario, già trasmesso agli ordini professionali, per raccogliere le opinioni sul nostro lavoro e svilupparlo ulteriormente». Proprio il feedback è però la nota dolente. I questionari tornati indietro sono risultati di numero troppo esiguo per poter essere presi a campione. 

I numeri 

Tra i costi del 2017 compaiono gli stipendi lordi complessivi per i magistrati, che ammontano a 554mila euro contro i 701mila del 2016. Il personale amministrativo costa invece all’ufficio giudiziario 514 mila euro, cifra che comprende stipendi (476mila euro), buoni pasto, indennità, premi produttivi e straordinari. Le spese per le missive via posta scendono da 2mila euro a 1.700. Conseguenza della digitalizzazione? sì, ma anche paradosso: le spese per la stampa su carta sono aumentate dai 1.637 euro del 2016 ai 1.749 dello scorso anno. Triplicate le spese di vigilanza nell’ultimo triennio: dai 31mila euro nel 2015 si è arrivati a un costo di 100mila euro. Alla pubblicazione dei dati erano presenti anche il questore Oreste Capocasa, il Prefetto Antonio d’Acunto, l’Arcivescovo Angelo Spina, il presidente del Consiglio Comunale Susanna Dini, il rettore dell'Università Politecnica Sauro Longhi insieme alle altre massime cariche civili e militari. «La comunità marchigiana è seria e laboriosa, chi le crea danno ne deve essere estirpato» ha commentato il presidente della Camera di Commercio Gino Sabatini. Per il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Serenella Bacchiocco, il bilancio sociale «Può rappresentare lo strumento con cui noi, destinatari dei servizi, possiamo diventare protagonisti attivi con una interlocuzione». Sulla stessa linea il presidente della Corte d’Appello delle Marche, Luigi Catelli: «Nel momento in cui si individua cosa non va si possono concentrare le energie per fissare e programmare nuovi obiettivi, che non solo sono il resoconto delle entrate e delle uscite ma sono legate a un ruolo istituzionale dell’ufficio». 

convegno bilancio sociale procura generale-2

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Il personale amministrativo

«Le procure del distretto hanno due aspetti positivi, cioè il fatto che dopo 19 anni nel 2018 sono stati assunti dei profili di assistente giudiziario – ha spiegato Sottani- Sono ragazzi giovani e che da un punto di vista lavorativo rappresentano una grossa novità, a gennaio arriveranno in procura dei tirocinanti per sei mesi sulla base di un accordo fatto con l’Università. Rimane però il problema della Procura di Ancona sotto il profilo amministrativo, perché paradossalmente erano già coperti i posti di assistente previsti dal Minstero mentre sono scoperti tutti gli altri posti». Sulla questione è intervenuto anche Luigino Pisello: «A breve saranno attivati 22 tirocini per giovani laureati grazie alla convenzione con la Regione Marche». 

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