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Cronaca

135mila beni sequestrati e 123 persone denunciate: il bilancio dell'attività dei Carabineri del Nucleo TPC

Tra le attività repressive condotte, l’operazione “Ammoniti, che ha permesso di debellare un sodalizio criminoso, ritenuto responsabile dei reati di Scavi archeologici non autorizzati, furto e riciclaggio di beni archeologici e paleontologici

ANCONA- Quasi 135mila beni recuperati e 123 persone denunciate. È il bilancio dell’attività operativa svolta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona (TPC) nel 2022. I militari sono stati impegnati in operazioni per il recupero di Beni Culturali illecitamente sottratti e in attività preventive e repressive. Preziosa si è rivelata la collaborazione con l’Arma Territoriale e altri reparti dei Carabinieri, fondamentale la Banca Dati dei Beni Culturali Illecitamente Sottratti come strumento di supporto e di analisi. Si tratta della più grande banca dati di opere d’arte da ricercare al mondo, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Per quanto riguarda l’attività preventiva, sono state controllate 78 aree archeologiche, 132 aree paesaggistiche, 140 esercizi antiquari, 28 mercati e fiere antiquariali. Dall’analisi dei dati emerge, rispetto al 2021, un aumento dei furti di beni culturali soprattutto nei luoghi di culto, a cui però è stata data un’adeguata risposta in termini repressivi con l’individuazione degli autori e il recupero dei beni rubati. Un simile risultato è stato possibile anche grazie alla collaborazione tra i Carabinieri e i vari soggetti deputati alla salvaguardia e custodia dei beni culturali: i funzionari delle soprintendenze, i responsabili delle strutture museali, archivi e biblioteche; i responsabili degli Uffici Beni Culturali delle Diocesi; i Sindaci delle città e dei piccoli borghi marchigiani. Fondamentale poi, il ruolo di molti cittadini che hanno fornito ai Carabinieri un prezioso supporto soprattutto nella fase preventiva.

Per quanto riguarda l’attività repressiva, sono stati recuperati 34.729 beni antiquariali, archivistici, librari, paleontologici e archeologici, per un valore stimato di alcuni milioni di Euro. 123 le persone denunciate, di cui 27 per reati in danno del paesaggio. Sono stati recuperati 641 beni antiquariali, archivistici e librari; 2.267 reperti archeologici, di cui 1.415 interi, 72 frammenti e 780 di numismatica archeologica; 32.001 reperti paleontologici. Tra le attività repressive condotte, l’operazione “Ammoniti, che ha permesso di debellare un sodalizio criminoso, ritenuto responsabile dei reati di Scavi archeologici non autorizzati, furto e riciclaggio di beni archeologici e paleontologici. Le indagini hanno portato al sequestro di oltre 30.000 reperti paleontologici, circa 1.000 mille reperti archeologici, oltre ad altri beni culturali di natura libraria, tutti ritenuti di provenienza illecita; nonché all’apposizione dei sigilli su due musei privati, uno di Spello (PG) e l’altro di Gagliole (MC), contenenti beni paleontologici ritenuti illegali. Nove le persone denunciate tra Marche e Umbria, precisamente nei comuni di Fabriano, Cerreto D’Esi, Castelraimondo, Camerino, Serravalle del Chienti, Mogliano, Gubbio (PG). Valfabbrica (PG) e Spello (PG).

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