Bilancio 2012: la Giunta accetta le critiche ma non le condivide

La Giunta non condivide le critiche che i revisori della Corte dei Conti avrebbero mosso alle voci di bilancio. In più Biekar ha rimarcato che questo bilancio è una previsione e come tale può essere oggetto di modifiche

Il vero problema del bilancio del Comune di Ancona, che non convince affatto i revisori della Corte dei Conti, sarebbero le fondazioni: Teatro Stabile Marche, Conero Bus e Ancona Ambiente. Tutto nascerebbe dal fatto che i revisori non hanno potuto analizzare i bilanci di queste società perché non è stato possibile fare previsioni in merito, visto che i loro bilanci devono ancora essere approvati. I revisori sono andati più a fondo dell’intero bilancio di previsione e hanno espresso perplessità: il bilancio di Ancona sarebbe troppo poco prudente. Troppo poche entrate rispetto alle uscite. Questa parte tecnica è stata affrontata ieri in una conferenza stampa convocata dall’amministrazione per chiarire la questione, presenti il sindaco Fiorello Gramillano, l’assessore al bilancio Andrea Biekar e il ragioniere capo Donatella Seri.

Biekar non ha negato che ci siano dei problemi finanziari rispetto alle fondazioni e ha detto che in generale il parere dei revisori va rispettato, però “i dubbi, espressi sulla capacità dell’amministrazione di avere una governance efficace vanno respinti, perché l’evidenza dei fatti dimostra che le nostre società sono governate bene: danno servizi che rispondono all’esigenza dei cittadini”.

Ha parlato poi la dott.ssa Seri, che è entrata nel dettaglio delle puntualizzazioni avanzate dai revisori, affrontandole una per una, partendo dalle sentenze legali: fare un conto sulle spese legate alle sentenze legali non sarebbe possibile finché non arrivino tutte a sentenza definitiva.

Imu. L’amministrazione avrebbe temporeggiato di fronte ad una nuova imposta, anche perché serviva fare delle estrapolazioni basate su alcuni accertamenti, ma fino a poco tempo fa non vi erano dati su cui lavorare, per ovvi motivi. In sostanza, il Comune nel dubbi, non ha voluto mettere a bilancio troppe entrate derivanti dall’imu.

Patto di stabilità. Si sarebbero bloccati numerosi investimenti per gli Enti locali, tuttavia il Comune avrebbe previsto un ulteriore taglio per il 2012, definito dalla Seri “da strangolamento”, cioè passare da meno 7 milioni di euro a meno 12 milioni.

Alienazioni. “Ci farebbero molto comodo” ha detto il ragioniere capo, ma, a livello di equilibrio di bilancio, il Comune avrebbe la buona abitudine di avviare i lavori solo nel momento in cui sarebbero stati incassati i proventi della vendita. L’amministrazione sa dunque che esistono due immobili che saranno venduti, però non è accertato nel bilancio e sarebbero quindi entrate che non risulterebbero ai revisori.

Addizionali dell’energia elettrica comunale. Una voce che da quest’anno non è più prevista perché inglobata dal fondo sperimentale di riequilibrio. Nel consuntivo 2011 (oggi chiuso) vi era scritto 50 mila euro su questa voce, ma visto che il Comune ne avrebbe ricevuti oltre 70 mila a consuntivo chiuso, hanno ritenuto doveroso riportare la differenza di 20 mila euro nella successiva previsione del 2012. Vi è dunque un’incongruenza per i revisori.

Recupero evasione: “tutto quello che è recupero – ha detto la Seri - lo concordiamo con Ancona Entrate Srl, chiedendo qual è la cifra che presumibilmente, in base alle vostre previsioni, possiamo scrivere. Sulla base di quello che ci hanno risposto noi abbiamo iscritto a bilancio”. Ad esempio è stato scritto 1.200.000 euro per l’ici e 350.000 euro di Tosap.

Addizionale Irpef. I revisori contestano la semplice cifra che sarebbe troppo ottimistica e, essendo un periodo di crisi, non si può mettere la stessa cifra dell’anno scorso: la Seri ha sottolineato che, non conoscendo ancona i redditi degli anconetani del 2010, non hanno ritenuto opportuno aumentare la cifra e si sono mantenuti sulla stima 2009, che figurava redditi più bassi rispetto al 2010. Infatti nel 2010 i dati parlano di una dichiarazione dei redditi degli anconetani di 4 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente.

Resta dunque la questione politica, che è cruciale perché legata alle tre società partecipate, in particolare alla Fondazione Stabile Marche. Gramillano, che ha detto chiaramente che tutto il lavoro di previsione è stato fatto nella massima trasparenza e correttezza, ha voluto rimandare la discussione ad un prossimo incontro che si terrà specificatamente su questo.
 

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