Bignamini, uno studente immobilizzato: le vittime chiedono mezzo milione

Oggi al tribunale di Ancona si sono costituite parte civile le famiglie dei 4 ragazzini con problemi psico-motori, vittime di due maestre anconetane accusate di averli insultati, picchiati e immobilizzati con la forza

L'istituto Bignamini di Falconara

In un caso sono arrivate ad immobilizzare con la forza un ragazzino disabile. C’è anche questo tra le accuse che pendono sulle maestre accusate di aver maltrattato per oltre un anno alcuni studenti con gravissime disabilità psico-fisiche al Bignamini di Falconara. E oggi si sono costituite parte civile 4 famiglie, oltre alla Fondazione Don Gnocchi, nella cui struttura riabilitativa vengono ospitate (sono due realtà indipendenti) le aule della scuola speciale Bignamini.

Dopo aver visto quelle scene per troppo tempo, sarebbe stato proprio un dipendente dell’istituto a denunciare di aver assistito, mentre una delle maestre bloccava lo studente anconetano, fino ad impedirgli qualsiasi movimento. Un episodio che, insieme agli schiaffi, agli insulti e alle frasi denigratorie, hanno portato alle indagini e all’avvio del processo in cui le vittime si sono costituite parte civile tramite gli avvocati Gennaro Esibizione del foro di Perugia, Andrea Rossolini di Ancona e Ivan Tortorici del Foro di Milano per la Fondazione Don Gnocchi. Quest’ultima non ha ancora stabilito una cifra. Mentre i familiari avrebbero già avanzato una richiesta di circa 500mila euro di risarcimento alle due maestre sotto accusa: una 57enne di Senigallia e una 58enne di Falconara.

Le due donne, che oggi rischiano un processo per maltrattamenti su minore, si sono sempre difese sostenendo di aver usato dei metodi educativi volti a spronare i ragazzini, ma mai violenze. La prossima udienza è fissata per il 5 aprile. 

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