Cronaca

Le produzioni ecologiche di Beatrice Donati arrivano nelle Marche

La designer maceratese espone in casa alcune delle opere ammirate già al Fuorisalone di Milano in occasione degli eventi proposti dalla Fondazione Symbola a Treia (MC), dal 23 al 27 giugno

La designer maceratese espone in casa alcune delle opere ammirate già al Fuorisalone di Milano in occasione degli eventi proposti dalla Fondazione Symbola a Treia (MC), dal 23 al 27 giugno. 

È un felice ritorno a casa quello dell’imprenditrice e designer maceratese Beatrice Donati che, reduce dalla prestigiosa trasferta del Fuorisalone di Milano, si ritrova ora ad esporre alcune delle sue opere a Treia (MC), dal 23 al 27 giugno, a margine di due eventi organizzati in loco dalla Fondazione Symbola: il festival della Soft Economy e il seminario estivo “Orgoglio e Pregiudizio – Perché l’Italia deve fare l’Italia”, cui interverranno tra gli altri anche numerosi ospiti istituzionali.

Un’altra bella vetrina, quindi, per la fondatrice del marchio Be-ars e il suo progetto “Pelle Nuova”, attraverso cui realizza pezzi d’arredamento – come poltrone, lampade, tavoli e ceste – utilizzando esclusivamente le pelli di scarto prodotte dall’industria calzaturiera. Progetto che proprio durante la Settimana del Mobile milanese sembra essere stato particolarmente apprezzato: «Quella del Fuorisalone – racconta Donati – è stata sicuramente una bella esperienza. Avere l’opportunità di mostrare il proprio lavoro a così tante persone è già di per sé una soddisfazione, ma il buon riscontro del pubblico mi ha davvero riempito d’orgoglio, anche perché per me è stata una sorpresa». Un successo merito ovviamente della bravura dell’artista e della bellezza delle opere, ma anche dell’idea stessa che sta dietro al progetto “Pelle Nuova”, così attuale nel legare tematiche ecologiste alla valorizzazione del territorio, senza sacrificare funzionalità e design. Il lavoro di Donati parte infatti recuperando i pellami di scarto destinati alla discarica, rifiuti classificati con la sigla Cer 040109, che le aziende conciarie producono inevitabilmente durante il processo industriale. Per la Provincia di Macerata, dove ha luogo uno dei più importanti poli calzaturieri nazionali, se ne contano 4.500 tonnellate certificate solo nel 2013. Spazzatura a cui di fatto la designer di Caldarola, in nome del riciclo e della sostenibilità ambientale, regala una seconda vita – da qui anche il nome del progetto – trasformandola in oggetti per la casa unici, funzionali ed esteticamente intriganti, e contribuendo inoltre così a creare valore per la sua terra: «Conosco bene il tema dell’inquinamento e della produzione di rifiuti, così come conosco bene il territorio in cui sono cresciuta. Ad esso mi sento molto legata, per questo sono felice di poter fare qualcosa per tutelarne la qualità, mettendo in moto un circolo virtuoso ed ecosostenibile che coinvolga sistemi di lavoro e stili di vita».

Un’attenzione al riuso che trova peraltro pronta applicazione nelle modalità stesse attraverso cui Donati lavora le sue opere. Il tutto prende infatti forma grazie all’utilizzo, in una forma davvero innovativa, della stessa tecnica con cui vengono normalmente pressati i rifiuti. Nascono così tutte le suppellettili di casa Be-ars, pressando ed incollando insieme, con una speciale colla non inquinante a base d’acqua, sfridi di pelle, cioè gli scarti successivi al taglio della tomaia non più utilizzabili, di forme, qualità e colori diversi. Per questo non esiste e non esisterà mai un prodotto Be-ars uguale ad un altro. Ciò fa delle poltrone Sella, delle lampade Caligola e dei cesti Crispino, per fare degli esempi, tutti pezzi d’arredamento unici, ecologici e di assoluto design. Un connubio vincente inevitabilmente destinato a conquistare nicchie di mercato sempre più grandi, formate da un pubblico sempre più sensibile alle questioni ambientali ed attento ai dettagli.

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