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Cronaca

Belegni (Altra Idea di Città): «Basta restrizioni, il coprifuoco va abolito»

Le parole di Giovanni Belegni, coordinatore tavolo cultura di Altra Idea di Città. 

«È passato più di un anno dall’inizio della pandemia e poco più di sei mesi dall’istituzione delle fallimentari zone a colori ed il coprifuoco. Sono stati mesi di silenzio, durante i quali noi cittadini abbiamo accettato passivamente qualsiasi cosa ci venisse imposta. Oggi dopo mesi difficili per tutti noi, è necessario dirlo ad alta voce: il coprifuoco va abolito». A dirlo è Giovanni Belegni, coordinatore tavolo cultura di Altra Idea di Città. 

«Ci troviamo davanti ad un’ingiustificabile limitazione delle libertà personali garantite dalla Costituzione. Il coprifuoco è il prodotto di una modalità di gestione della pandemia che non ha fatto altro che colpire sempre le stesse categorie: giovani, ristoratori, baristi, lavoratori della cultura, dello spettacolo e del tempo libero- prosegue Belegni- chi lo ha imposto si è basato su una cinica ed infondata distinzione tra attività necessarie e non necessarie, accantonando queste ultime senza considerare i danni che queste avrebbero subito a causa di una decisione del genere. Ebbene, da mesi, sono sempre gli stessi a subire le misure più restrittive, che si sono dimostrate totalmente inefficaci. Non si capisce per quale ragione scientifica si continui ad imporre una tale misura, rivelatasi inutile, che non fa altro che dividere e aumentare il divario sociale. Quindi, con la bella stagione e con la campagna vaccinale in atto, sembra assurdo limitare ulteriormente la libertà personale di noi cittadini per le attività all’aperto che, come più volte riportato da dati scientifici, costituiscono un pericolo minimo. Viene da pensare, piuttosto, che il coprifuoco sia una misura giustificata solamente dall’incapacità dell’attuale governo di proporre protocolli chiari e sicuri per far ripartire l’intero settore della cultura e del tempo libero. La considerazione del governo nei confronti della cultura, del tempo libero e della socialità è pari a zero, e il coprifuoco ne è la prova lampante. Un paese che, in poche parole, ha rinunciato al “bello” perché “inessenziale”: un atteggiamento che ricorda tanto altri tempi bui da non ripercorrere - continua Belegni- difficile immaginare una reale ripartenza delle attività culturali con l’ordine di coprifuoco notturno. Dire stop al coprifuoco significa essere dalla parte della cultura, ferma da troppo tempo, significa essere dalla parte dei giovani, sempre più soli ed emarginati, a cui è stato tolto tutto, dall’istruzione alla socialità, e significa non rinunciare al tempo libero, nelle modalità che il Covid ci impone.  Per concludere, il coprifuoco va abolito (non rimandato di una, due o tre ore) perché assolutamente privo di qualsiasi ragione scientifica e non compatibile con uno Stato civile e democratico. Faremo di tutto per far si che il coprifuoco venga completamente rimosso al fine di dare sollievo alle tante attività culturali e del tempo libero in difficoltà e per sostenere i giovani che da troppo tempo soffrono il peso di tale misura».

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