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il ministro Toninelli chiamato a Falconara

il ministro Toninelli chiamato a Falconara

Grande Muro, oltre 5 anni di cantiere: «Toninelli venga a vedere che vogliono combinare»

Incontri con Ancona, in Regione, alla Soprintendenza. Ma il sindaco Signorini chiama anche il ministro delle Infrastrutture a verificare la situazione

La battaglia contro il Grande Muro, la barriera fonoassorbente che Rfi vorrebbe costruire a Falconara, si prospetta lunga e articolata. E come ogni battaglia dura che si prospetta, per affrontarla, occorrono alleati. Li ha cercati in questi giorni il sindaco Stefania Signorini che nei giorni scorsi è stata in Regione per discutere la questione con il governatore Luca Ceriscioli, ha in piedi un dialogo già avviato con Ancona (prossima candidata a ricevere comunicazioni dalle Ferrovie per il prosieguo a sud del muro su Palombina Nuova, Collemarino e Torrette) ma ha anche scritto una lettera al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Chiamato in città, dietro suggerimento del consigliere penta stellato Bruno Frapiccini, anche a verificare il progetto del bypass ferroviario nella parte nord. «Il ministro venga a Falconara per rendersi conto dell’impatto devastante che avrebbero le barriere, sarebbero un nuovo sfregio» tuona il sindaco. Nella missiva si chiedono soluzioni alternative per abbattere le emissioni acustiche: l’arretramento della ferrovia, il suo interramento, il rinnovo del materiale rotabile, la realizzazione di interventi sui recettori, lo studio di orari e di velocità dei convogli che possano ridurre l’impatto acustico. «Al ministro Toninelli – si legge in una nota - viene fatto presente che il Muro che si verrebbe a creare lungo la Flaminia, la strada più trafficata del territorio comunale, incrementerebbe l’inquinamento ambientale perché impedirebbe il ricircolo dell’aria e quello acustico perché amplificherebbe il rumore dei veicoli in transito». Nel frattempo anche la cittadinanza si muove. Il Comitato No Wall (o come si chiamerà, ndr) sta prendendo forma e dopo i bagnini del Falcomar, anche il Città di Falconara, la società sportiva di calcio a 5 che milita nella Serie A femminile, prende posizione contro Rfi.  «Ci mettiamo a disposizione per ogni iniziativa che il costituendo Comitato vorrà intraprendere per questa battaglia sociale che riguarda tutta la comunità falconarese» annuncia il presidente Marco Bramucci. 

Il Comune si appresta a fare due conti dei costi economici che subirà la città. Intanto ha già messo in fila le penalizzazioni temporanee. «La durata dei lavori è stimata in 63 mesi (tradotto, oltre 5 anni, ndr), lungo la Flaminia, durante l’allestimento del cantiere, si perderebbero circa 200 posti auto, oltre all’utilizzo del cavalcavia di via Cairoli e della scalinata di accesso al sottopasso di via Trieste e le aree di occupazione temporanea sono in totale di 5.325 metri quadri, a fronte dei 288 metri quadrati da espropriare» fanno sapere dal Castello. «Come amministratori e come cittadini ci siamo espressi in maniera netta – aggiunge l’assessore all’Urbanistica Clemente Rossi - Siamo contrari e la nostra posizione di amministratori ci induce a ragionare anche con le leggi e carte bollate. Non è posizione al ribasso ma ci muoviamo affinché le palle vadano in buca: è inutile inseguire un facile consenso se poi non si combina niente. Occorre muoversi con delibere ed atti conseguenti. Intanto abbiamo presentato le nostre osservazioni per mettere su carta e interloquire a pieno diritto alla conferenza dei servizi. Perché siamo contrari? Perché quest’opera è contraria a tutta la pianificazione urbanistica che stiamo portando avanti: il centro storico, un miglioramento del piano spiaggia. Rfi dice che è obbligata e che l’analisi costi benefici dà loro ragione ma non prendono in considerazione ciò che subirebbero i cittadini: il valore degli immobili decadrebbe, le attività produttive non investirebbero, avremmo un peggioramento dell’inquinamento ambientale. Quanti costi avrebbero queste ricadute? Vogliamo dire a Rfi che i costi sarebbero superiori dei benefici e siamo pronti a quantificarli. Vogliamo l’arretramento, quelli sarebbero soldi ben spesi». Prossimi passi. La Regione, che sarà chiamata a dare il suo parere di conformità urbanistica in conferenza dei servizi ha scritto al Comune di produrre un documento ad hoc elencando i motivi del no. Per quanto riguarda la raccolta di firme dei cittadini, il Comune si è detto disponibile a concedere gratuitamente i propri spazi per agevolare la petizione. «Saremo al loro fianco» ha promesso la Signorini.

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