Belli e invisibili al fisco, metà yacht sono navi fantasma: blitz della Finanza nei porti

Un'imbarcazione, tra quelle scoperte, valeva da sola un milione di euro. Il proprietario non ne aveva mai comunicato il possesso all'Agenzia delle entrate

I controlli al porto turistico

Se le chiamate “barche” e vi potessero rispondere, probabilmente non la prenderebbero bene. Quei velieri e mezzi a motore in alcuni casi sono vere e proprie navi da diporto. Navi fantasma, però. Come quella da oltre 24 metri che, da sola, valeva la bellezza di 1 milione di euro. Anche se batteva bandiera di un Paese straniero era intestata a una società attiva in Italia, come italiano è il titolare di quest’ultima. Il fisco però non ha mai saputo dell’esistenza di quella barca da sogno. Il possesso non era mai stato dichiarato all’Agenzia delle entrate. Caso unico? Macché. Sui 120 controlli effettuati negli ultimi giorni dai militari del reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Ancona sono risultate 61 le super barche invisibili alla contabilità per un valore effettivo evaso di circa 7 milioni di euro. Praticamente la metà del campione esaminato tra Numana, Marina Dorica e gli altri porti turistici della Regione. I controlli sono stati effettuati anche nel porto di Ancona su mezzi che sostavano durante il transito in Adriatico. Altre barche sono state invece incrociate al largo mentre erano dirette verso altri lidi. 

L’operazione è stata denominata “Non expedit rw”, dove la sigla “rw” indica il nome del modello che i proprietari avrebbero dovuto compilare per dichiarare il possesso delle barche immatricolate all'estero. I mezzi appartengono perlopiù a imprenditori e professionisti affermati che non hanno comunicato l’esistenza degli yacht al fisco. Dimenticanze? Se lo sono state, in alcuni casi sono state ripetute per diversi anni tanto che i verbali per omessa o infedele dichiarazione sono stati emessi per complessivi 1milione e 152mila euro. Alcuni proprietari, avvalendosi del ravvedimento operoso (sgravio sulla sanzione tra il 3 e il 15% rispetto al valore del bene) hanno pagato subito la contestazione. I controlli però non finiscono qui. Le Fiamme Gialle analizzeranno ora l’indice di capacità contributiva dei proprietari in relazione ai beni posseduti. Oltra al valore delle imbarcazioni si analizzeranno, ad esempio, le spese di mantenimento dei mezzi, di rifornimento e i costi di ormeggio. Parametri che verranno poi confrontati con le dichiarazioni dei redditi presentate. 

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