Bando Periferie, salta il tavolo col Governo: la rabbia di Mangialardi

Promesse disattese dal Governo, l'Anci: «Sospese le relazioni istituzionali». Verducci, Pd: «Schiaffo a tutte le Marche»

“Abbiamo deciso di sospendere le relazioni istituzionali con il governo dopo che non c’è stato lo sblocco dei fondi per il Bando Periferie. Avevamo dato tempo al presidente Conte di approfondire tematiche che necessitavano della sua attenzione ma ora è chiaro che non c’è la volontà di rispettare gli impegni presi – ha detto Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche – e quindi non c’è altra via che la sospensione di ogni relazione istituzionale». Dura presa di posizione di Maurizio Mangialardi, presidente dell'Anci Marche per sbloccare i fondi statali destinati a 96 progetti tra cui anche la zona nord di Ancona (Palombella e Archi. «Siamo molto amareggiati perché la decisione danneggia la riqualificazione di tante periferie e disattende accordi presi e contratti firmati” – ha concluso Mangialardi - Ci attendevamo ben altro senso dello Stato e della correttezza».

All'attacco anche Francesco Verducci, senatore Pd eletto nelle Marche che parla di «Schiaffo in faccia alle Marche su Periferie e terremoto». «Lega e M5s - prosegue - continuano il voltafaccia nei confronti dei cittadini e delle imprese delle zone terremotate, negando il proseguimento di strumenti indispensabili per il futuro dei territori colpiti. Hanno detto no al sostegno alle partite IVA; no al lavoro di oltre 700 tecnici indispensabili ai nostri Comuni per le esigenze post sisma; no agli ammortizzatori sociali e al sostegno al reddito per i lavoratori delle imprese colpite dal sisma. Così come avevano detto no nelle scorse settimane al proseguimento della zona franca urbana per proteggere e rilanciare le imprese del cratere. L'unica nota positiva è venuta dall'accoglimento alla Camera di un emendamento PD. Ma al Senato muro totale in faccia alle aspettative di cittadini e imprese del cratere. Hanno poi bocciato i nostri emendamenti per impedire lo scippo perpetrato dal Governo di Lega e Cinque Stelle ai danni dei fondi per i progetti-periferie per i cinque capoluoghi delle Marche. Il Governo cancella risorse decisive per i comuni e per i cittadini, nonostante le coperture vi siano, in quanto stanziate dai governi del Partito Democratico nella scorsa legislatura. Hanno preso i voti promettendo sicurezza, poi colpiscono i progetti per la ricostruzione e i progetti per riqualificare i nostri quartieri. È il governo del grande inganno, ma gli inganni prima o poi vengono smascherati».

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