Cronaca

La libertà della banda dura poco: in manette subito dopo la scarcerazione

Il gruppo romeno accusato di aver fatto esplodere i self service dei distributori riarrestato proprio davanti al Tribunale dopo il patteggiamento mentre festeggiava il rilascio

un distributore assaltato (foto di repertorio)

Giusto il tempo di esultare per la ritrovata libertà e subito scattano nuovamente le manette. Non è la scena di un film ma quanto avvenuto ieri davanti al cercere di Pesaro, al termine del processo contro i quattro rom abruzzesi accusati per gli assalti ai self service dei distributori. Già arrestati dai carabinieri di Osimo lo scorso maggio, stavano per lasciare il carcere. O meglio, credevano di poterlo fare. Il loro avvocato aveva chiesto il patteggiamento e il giudice aveva appena comminato una pena di 2 anni e una multa di 300 euro e relativa scarcerazione. Appena usciti dall'udienza aveva iniziato a gioire ma sono rimasti ammutoliti all'arrivo dei militari dell'Arma che, diretti dal maggiore Raffaele Conforti, li hanno nuovamente fermati come indiziati di delitto.

Il pm Rosario Lioniello, titolare dell'indagine, contesta loro l'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati. Nella prosecuzione delle indagini sono emersi nuovi collegamenti tra i soggetti in questione e altri nove colpi ad altrettanti distributori di Osimo ma, soprattutto in Provincia di Macerata. I romeni, pur essendo nullafacenti, soggiornavano all'hote Medi Garden Resort di Alba Adriatica e mantenevano un tenore di vita ben al di sopra delle loro possibilità. Le Marche erano diventate il loro bancomat. 

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