Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Preparavano furti e rapine ad Ancona: fermati dalla Mobile

Quegli spostamenti, sempre più circoscritti e ripetitivi, erano diventati una conferma inequivocabile dei sospetti maturati dagli investigatori, cioè che quei nove personaggi, ad Ancona, non ci erano venuti per una vacanza

Il capo della Mobile Giorgio Di Munno

Secondo gli investigatori erano pronti a mettere a segno una serie di furti e rapine ad Ancona. Si tratta di nove persone, fermate tra il 2 e 4 dicembre scorso dagli agenti della Squadra mobile, guidati dal capo Giorgio Di Munno. I poliziotti erano sulle loro tracce da qualche settimana. Quegli spostamenti, sempre più circoscritti e ripetitivi, erano diventati una conferma inequivocabile dei sospetti maturati dagli investigatori, cioè che quei nove (divisi in due gruppi distinti), ad Ancona, non ci erano venuti per una vacanza. Così è scattato il duplice blitz. Il primo lo scorso 2 dicembre, quando gli agenti hanno bloccato un’Audi A6 in zona Aspio. A bordo c’erano cinque uomini di origini romene. Il secondo blocco è arrivato il giovedì dopo (4 dicembre) quando è stata fermata una Volkswagen Passat mentre si aggirava di notte lungo le strade di Vallemiano. A bordo della tedesca c’erano altri 4 romeni. Tutti e 9 dell’Est Europa, tutti di età compresa tra i 28 e i 40 anni, tutti provenienti dal Nord Italia, dove risiedono stabilmente. Ma non avevano un motivo plausibile per girare di notte lungo le strade del capoluogo dorico. Tanto che nessuno avrebbe saputo dare una motivazione credibile per la loro presenza nell’anconetano. Così sono stati accompagnati in questura, dove sono stati identificati e fotosegnalati. Poi il questore, per 3 di loro, ha anche firmato un foglio di via. 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe trattato di due gang indipendenti tra di loro. Stavano studiando il territorio per prepararsi ad agire con una prassi ormai consolidata: il pendolarismo criminale. Le bande arrivano da fuori regione per fare una toccata e fuga. Forti di tutta una serie di obiettivi sensibili segnalati precedentemente da un basista, studiano il territorio, poi agiscono, preparando la fuga nei minimi dettagli. Mettono a segno furti per 2, massimo 3 giorni prima di rimontare su un’auto, quasi sempre rubata, e tornare nella regione di provenienza. O all’estero, in attesa che le acque si siano calmate. 

Una preoccupazione quella delle bande dedite ai furti e alle rapine che ha mobilitato lo stesso questore Stefano Cecere. Proprio lui, di recente, ha deciso di potenziare l’organico della sezione furti e rapine della Squadra Mobile con un maggior numero di uomini sul campo. 

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