Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

«Andiamo a sciare», ma si preparavano ad assaltare bancomat: banda fermata al porto

Ora le indagini proseguono per capire se i presunti rapinatori intendessero agire da soli o se, al contrario, avessero collegamenti con altre bande già stanziate nel territorio anconetano

Stavano entrando in Italia passando per il porto di Ancona con l’intento di prendere d’assalto i bancomat di banche e uffici postali. Ne è convinta la Polizia che ieri ha fermato tre cittadini bulgari a bordo di un furgoncino, lì dove gli agenti hanno trovato di tutto: bombole di acetilene, cannelli di rame, trapani, batterie, cacciavite e il kit strumenti per fabbricare la così detta “marmotta esplosiva”: di solito un tubo con un terminale sul quale viene collocata la polvere pirica, da infilare nella fessura del bancomat per farlo saltare in aria. Il fermo è scattato ieri pomeriggio a seguito di un’azione congiunta tra la Digos coordinata dalla numero uno Margherita Furcolo e gli agenti della Polizia Marittima diretta dal primo dirigente Stefano Santiloni. Sono stati proprio i poliziotti di frontiera a bloccare la macchina al momento dello sbarco dal traghetto Superfast proveniente dalla Grecia. I tre uomini dell’Est Europa hanno dichiarato di essere diretti in Trentino per una settimana bianca. Peccato che a bordo del loro Volkswagen Caddy, la Polizia ha trovato tutto tranne l’occorrente per andare a sciare.

Nascosti nelle stive dei traghetti come in dei forni, per 134 il viaggio della speranza finisce ad Ancona

A finire nei guai sono stati i due più giovani, di 30 e 32 anni, denunciati a piede libero per porto abusivo di oggetti atti ad offendere. E’ andata peggio al conducente del furgone, un connazionale di 40 anni, accusato di aver esibito documenti falsi per entrare in Italia, in particolare la carta di identità e la patente, entrambe di dubbia provenienza bulgara. L’uomo è stato denunciato e reimbarcato per la Grecia col traghetto successivo, come previsto dalle più recenti normative antiterrorismo. Non è certo l’unico ad aver tentato l’ingresso con documenti contraffatti visto che lo scalo anconetano è il primo porto d’Italia per denunce di questo genere. Le indagini proseguono e gli investigatori passeranno al setaccio i cellulari sequestrati nell'auto. Gli inquirenti vogliono capire se i presunti rapinatori intendessero agire da soli o se, al contrario, avessero collegamenti con bande già stanziate nel territorio anconetano e marchigiano. Ipotesi, quest’ultima, da non escludere visto che, secondo i primi riscontri, i tre sono conosciuti dalle Forze di Polizia bulgara per reati come furti e rapine. Inoltre, stando alla banca dati della Polizia di Stato, i 30enni non sarebbero mai stati in Italia prima di ieri, mentre è in corso di verifica il passato del 40enne respinto in Grecia. Potrebbe infatti essere stato lui l’ideatore della spedizione italiana. Magari perché già stato ad Ancona o perché in contatto con chi il territorio lo conosceva bene. 

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