“Operazione Sbancomat”: sgominata la banda del “cash trapping”, cinque denunce

Hanno manomesso otto sportelli bancomat in tre regioni diverse sottraendo complessivamente circa 28mila euro in contanti. I Carabinieri di Osimo invitano gli utenti ad avvisare il 112 per eventuali anomalie agli ATM

Hanno manomesso otto sportelli bancomat in tre regioni diverse con il sistema del “cash trapping”, asportando complessivamente circa 28mila euro in contanti. A farli finire in manette ci hanno pensato i carabinieri di Osimo, diretti dal Comandante di Compagnia Capitano Raffaele Conforti, che hanno arrestato i cinque componenti della banda.

IL SISTEMA. Si chiama “cash trapping” il nuovo sistema usato dai malviventi per rubare soldi agli utenti che prelevano ai bancomat. In arrivo dal Nord Europa, in particolare Francia e Regno Unito, ha cominciato a mietere vittime anche in Italia.
Il metodo è semplice e poco tecnologico e richiede solo pochi secondi:  con una speciale "forchetta" collocata nella fessura di erogazione delle banconote degli sportelli ATM si impedisce l’uscita dei contanti, che rimangono incastrati. La particolarità del “cash trapping” è che il display non segnala alcun guasto ma le banconote restano bloccate all’interno del cassetto.
A quel punto il cliente, imputando il problema a un guasto tecnico, solitamente si allontana, deciso a reclamare il disservizio all'istituto di credito in un secondo momento. Peccato che, una volta girato l'angolo, i truffatori che hanno atteso pazientemente nei dintorni forzano lo sportellino e recuperano la forcella, con tutte le banconote.
Siccome la manomissione di solito viene eseguita nei weekend o comunque a banca chiusa, i clienti non si accorgono di nulla e non avvisano le forze dell’ordine a volte per giorni interi.

I CRIMINI NELLA PROVINCIA DI ANCONA. Tale fenomeno ha interessato anche il Comune di Osimo e la Provincia di Ancona, estendendosi poi anche nelle Regioni limitrofe.
I Carabinieri della Stazione di Osimo guidati dal Capitano Conforti, a conclusione di indagini di polizia giudiziaria hanno individuato e deferito in stato di libertà cinque persone, di cui una di nazionalità italiana e quattro di nazionalità rumene, residenti in Italia e note per reati specifici, in quanto resesi tutte responsabili a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato di denaro contante e danneggiamento degli sportelli bancomat e di concorso nel reato.
Le indagini hanno permesso di accertare che l’organizzazione criminale si è resa responsabile di furto aggravato e danneggiamento in danno di ben otto sportelli bancomat tutti di pertinenza delle filiali della banca Monte dei Paschi di Siena nella Regione Marche, in Abruzzo e in Emilia Romagna, e precisamente nei comuni di Osimo (nella frazione di Osimo Stazione presso la Banca Toscana del Gruppo M.P.S.), Falconara Marittima, Ascoli Piceno, Sant’Egidio alla Vibrata (TE), Rimini (RN) e Faenza (RA), asportando complessivamente nel mese di aprile 2013 circa 28.050,00 euro in contanti.
L'attività delittuosa è iniziata proprio da Osimo Stazione nella notte tra il 12 e il 13 aprile, facilmente raggiungibile dallo svincolo autostradale di Ancona Sud-Osimo, per poi estendersi rapidamente nelle altre località.

LA BANDA. I componenti della banda, due donne e tre uomini, sono stati identificati in:

- I.V., nato in Romania, Classe 1989, residente in Pistoia, celibe, disoccupato, già noto alle forze dell'ordine;
- V.C., nato in Romania, Classe 1972, residente a Prato, celibe, disoccupato, già noto alle forze dell'ordine;
- N.I.B., nata in Romania, Classe 1992, residente a Prato, nubile, disoccupata, già nota alle forze dell'ordine;
- A.V., nato in Romania, Classe 1993, residente in Pistoia, celibe, disoccupato, già noto alle forze dell'ordine;
- A.F., nata a Benevento, Classe 1968, residente in Pistoia, coniugata, disoccupato, già noto alle forze dell'ordine.   

Le indagini da parte dei Carabinieri di Osimo sono ancora in corso al fine di attribuire all’organizzazione la paternità di ulteriori furti commessi in ambito nazionale, ed individuare ulteriori soggetti “compiacenti” facenti parte dell’organizzazione che si sono intestati carte bancomat, denominate Spider, che hanno poi ceduto agli esecutori materiale dei furti , per poi essere denunciate smarrite.  

FARE ATTENZIONE. “In relazione a quanto accertato – scrivono i militari – confidando nella collaborazione di tutti, prima di tutto è importante specificare che se lo sportello bancomat non eroga soldi, può capitare che si tratti realmente di un guasto tecnico, e quindi non necessariamente di un cash trapping. In qualsiasi caso non bisogna farsi prendere dal panico: la prima cosa da fare è chiamare il numero verde o il numero di telefono indicato nelle vicinanze di ogni ATM per l’assistenza in caso di problemi tecnici. Naturalmente, se la banca è aperta entrate e fate subito presente il problema riscontrato. Se invece mentre prelevate notate una o più persone sospette che vi stanno osservando allora è consigliabile avvertire i Carabinieri al numero di pronto intervento 112. Le forze dell’ordine sono infatti le uniche autorizzate a verificare una eventuale manomissione dello sportello, quindi non bisogna provare da soli a controllare la presenza o meno di qualche meccanismo installato, ma limitarsi solo a descrivere le persone sospette notate e ad annotare e comunicare all’operatore eventuali targhe, modello e colore di auto in loro uso”.

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