Sindacati bancari: «ci sono manager assetati di risultati che pressano alla vendita chi sta in prima linea»

Uniti i sindacati Fabi, First Cisl, Cgil Fisac, Uilca e Unisin a protezione dei dipendenti che lavorano in prima linea all'interno delle filiali in questo momento di emergenza

I sindacati bancari Fabi, First Cisl, Cgil Fisac, Uilca e l'unità sindacale Unisin, si trovano in questo momento di emergenza uniti contro il virus e dicono la loro sulle nuove disposizioni del Governo. «Abbiamo visto gli istituti di credito spesso chiamati in causa  - si legge nel comunicato congiunto - relativamente alle misure messe in campo dal Governo a sostegno del paese: dapprima la moratoria sulle rate mutuo, poi l'anticipo della cassa integrazione e da ultimo l'erogazione di prestiti alle imprese in difficoltà.  Tutto questo si traduce in una mole di lavoro rilevante per i dipendenti bancari, soprattutto per le filiali, in un momento in cui le stesse stanno lavorando con organici ridotti per motivi di sicurezza, preghiamo pertanto tutta la cittadinanza regionale a prestare pazienza nei confronti di dipendenti che spesso sono lasciati soli e non hanno neppure le misure di protezione per poter svolgere il proprio dovere». 

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Duro il monito dei sindacati verso certi dirigenti: «Stupisce - proegue il testo - assistere in questo complicato contesto, al riemergere dell'antica piaga delle pressioni alla vendita nei confronti di coloro che sono rimasti in prima linea a presidio delle filiali e che andrebbero protetti e incoraggiati anziché sollecitati. Sconcerta poi, il fatto che taluni manager assetati di risultati commerciali, sollecitino chi è a continuo contatto con il pubblico, dal salotto di casa o da uffici interni, denotando una scarsissima sensibilità. In questo momento ciascuno deve fare la propria parte: i clienti andando in filiale solo nei casi di reale necessità, coloro che occupano ruoli apicali all'interno degli istituti di credito, sostenendo e mettendo in condizione il personale rimasto nelle filiali di fornire risposte veloci, ad una clientela sempre più in difficoltà».
 

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