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Cronaca

Banca Marche: riconosciuta la bancarotta fraudolenta, condannato Massimo Bianconi e i vertici di Medioleasing

La prima verità giudiziaria è arrivata con la sentenza di oggi al tribunale di Ancona dove in 12 erano imputati per il default da oltre due miliardi di euro che decretò il fallimento dell'istituto di credito marchigiano

ANCONA – E' finito con sei condanne e sei assoluzioni il processo per il crac di Banca Marche e della sua controllata Medioleasing. La sentenza è arrivata nel tardo pomeriggio di oggi, in un'aula, quella del quinto piano del Tribunale di Ancona, gremita di avvocati e cittadini beffati dall'istituto di credito su cui avevano investito tutti i loro risparmi. Le condanne, tutte per bancarotta fraudolenta, che oggi hanno segnato la prima verità giudiziaria, vanno da un massimo di 10 anni e mezzo per l'ex direttore generale di Bdm Massimo Bianconi, ad un minimo di 4 anni e mezzo per Daniele Cuicchi, capo servizio commerciale di Medioleasing. Il collegio penale, presieduto dalla giudice Francesca Grassi, ha condannato Stefano Vallesi, ex vice direttore generale Area Mercato di Banca Marche a 9 anni, Massimo Battistelli, ex capo area crediti di Banca Marche a 4 anni e 10 mesi, Giuseppe Paci, ex capo concessione crediti di Banca Marche a 5 anni e 8 mesi, Giuseppe Barchiesi, ex dg di Medioleasing a 7 anni e mezzo. Per loro il pool pool di pm formato da Andrea Laurino, Serena Bizzarri e Marco Pucilli, aveva chiesto pene più alte per tutti per un totale di quasi 130 anni di carcere. Assolti Giuseppe Michele Ambrosini, presidente di Banca Marche, Giuliano Bianchi, Bruno Brusciotti, ex componenti nel Cda di Banca Marche, Paolo Arcangeletti, dirigente dell'istituto di credito, Tonino Perini, vice presidente di Banca Marche, Claudio Dell'Aquila, vice direttore generale di Banca Marche.

Tra i reati contestati a vario titolo dall'accusa e respinti dai 12 imputati, c'erano anche il falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. Gli ultimi due si sono prescritti. I giudici hanno disposto inoltre che i danni siano da liquidarsi in sede civile, con una provvisionale del 5% dei titoli finanziari posseduti dalle parti civili (oltre 3.000) che si sono costituite, o in difetto, dell'importo del danno rappresentato, nei limiti dell'importo della provvisionale richiesta in misura non superiore a 15mila euro. Previste anche pene accessorie, come l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per Bianconi, Vallesi, Paci e Barchiesi; 5 anni di interdizione per Battistelli e Cuicchi, oltre all'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale e all'incapacità ad esercitare uffici. Non doversi procedere per Lauro Costa, ex presidente di Banca Marche, morto lo scorso 12 dicembre. L'istituto di credito era stato dichiarato fallito nel 2016. Il maxiprocesso, iniziato a maggio 2019, è durato quattro anni. Nel mirino dell'accusa una serie di crediti concessi a imprenditori e società non affidabili dal punto di vista bancario, senza le garanzie necessarie a coprire l'esposizione della banca. Per le difese invece la crisi di Banca Marche era legata alla crisi, in particolare del settore edilizio, in cui l'istituto di credito era più esposto.

Dopo 70 udienze a pagare sono solo i vertici divisi tra l'istituto di credito marchigiano e la sua controllata Medioleasing. Per Paolo Arcangeletti, dirigente Bdm, Giuliano Bianchi, cda Bdm, Bruno Brusciotti cda Bdm, Claudio Dell'Aquila vice dg Bdm, Tonino Perini vice presidente cda Bdm e Giuseppe Michele Ambrosini ex presidente Banca Marche l'assoluzione è arrivata per i reti di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio, di cui erano accusati a vario titolo, perché il fatto non costituisce reato. Per il falso in bilancio assolti anche i sei condannati della bancarotta. Prescritti per tutti i reati di falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. Le motivazioni usciranno tra 90 giorni.

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