Banca Marche, corruzione tra privati: sequestrati beni per 15 milioni

Nel mirino di Gdf e pm di Ancona ci sono 20 conti correnti, partecipazioni societarie, due abitazioni a Bologna, una a Parma e due a Roma, tra cui una palazzina in via Archimede nella zona dei Parioli di Roma

La conferenza della Guardia Di Finanza

Un sequestro di beni per 15 milioni di euro a carico dell’ex direttore generale di Banca delle Marche M. B. e due imprenditori. Per tutti e tre l’inchiesta è chiusa e a loro viene contestato il reato di corruzione tra privati. In sostanza, i due imprenditori avrebbero corrotto l’ex direttore generale di Bdm per avere cospicui finanziamenti senza alcuna garanzia di rientro. Tra i beni sequestrati anche una palazzina al quartiere Parioli di Roma, “prezzo” pagato da uno degli imprenditori a M. B. per assicurarsi un prestito. Erogazione che avrebbe causato alla banca un danno da 4,5 milioni di euro. Poi c’è l’altro imprenditore pugliese, sempre cliente di BM e presunto beneficiario di aperture di credito molto agevolate, sarebbe subentrato dopo l'arresto del primo imprenditore nel 2011. In questo secondo caso, il danno che gli inquirenti ipotizzano per BM sarebbe stato di 10,3 milioni di euro. Imprenditore pugliese non sarebbe compreso tra i 37 indagati dell'inchiesta madre, che non e' ancora chiusa.

Questo è quanto emerso oggi in una conferenza stampa illustrata dal procuratore capo reggente Irene Bilotta alla presenza del comandante provinciale della Guardia di Finanzia di Ancona Fabrizio Crisostomi. In tutto, nel mirino di Gdf e pm di Ancona, ci sono 20 conti correnti, partecipazioni societarie, due abitazioni a Bologna, una a Parma e due a Roma, tra cui una palazzina in via Archimede nella zona dei Parioli intestata a una società riconducibile appunto all’ex D.G.

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