Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Jesi

Scappa con il figlio in Romania, mamma a processo. Il padre: «Mi ha lasciato un biglietto sul tavolo»

La donna è accusata di sottrazione di minore. Stando alla sua difesa ha dovuto solo raggiungere un genitore malato. In Italia non è più tornata

JESI - «Quella sera lavoravo, sono un operaio che fa assistenza alle attrezzature ospedaliere e ho la reperibilità. Quando sono tornato a casa mio figlio e la mia compagna non c’erano più. Lei me lo ha portato via». È il racconto di un papà jesino di 53 anni che la vigilia di Natale del 2018 ha denunciato ai carabinieri la sottrazione del figlio. Quel giorno la sua compagna, una donna romena di 34 anni, aveva fatto i bagagli e raggiunto un aeroporto se ne era tornata in Romania con il bambino di entrambi che aveva tre anni. Il compagno l’ha denunciata ed ora lei è a processo al tribunale di Ancona per sottrazione e trattenimento di minore all'estero. Ieri il 53enne si è costituito parte civile con l’avvocato Rino Bartera. Anche l’associazione Penelope Marche Odv, che tratta in genere casi di bambini scomparsi o allontanati, si è costituita parte civile con l’avvocato Federica Guarrella. La donna è difesa dall’avvocato Mauro Paolinelli.

Stando alle accuse non ha fatto più ritorno in Italia, nonostante anche le autorità romene avessero accertato la sottrazione del minore. In Romania si sarebbe mossa per far togliere la potestà genitoriale al compagno affermando che era un violento. Ma nel merito non c’è stato nessun provvedimento. «Sono cinque anni che mio figlio mi è stato portato via - spiega il padre del bambino - posso vederlo solo se vado in Romania e quando sta bene alla mia compagna. Non è giusto». Il giorno che non li ha più travati a casa, figlio e compagna, lei aveva lasciato un biglietto sul tavolo dicendo che raggiungeva il padre malato. Una scusa secondo il 53enne «perché aveva preparato tutto per non tornare più». Stando alla donna non ci sarebbe stata nessuna sottrazione perché avrebbe avvisato il suo compagno che tornava in Romania per accudire il padre malato tanto che aveva anche una certificazione medica. Ci sarebbe anche una ordinanza definitiva, dopo un ricorso in Cassazione fatto dalla parte offesa, che affida il minore alla madre. La verità emergerà al processo davanti alla giudice Alessandra Alessandroni. Per iniziare a sentire i primi testimoni è stata fissata udienza per il 31 gennaio del 2024.

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