Cronaca

Tragedia al frantoio, sotto sequestro il pozzetto: la Procura nomina i suoi consulenti

Un ispettore del lavoro per le verifiche in azienda e un medico legale per visitare la salma del piccolo Florin, ancora sotto sequestro. Fascicolo d'inchiesta senza reati e senza indagati

Non c'è reato, né ci sono nomi iscritti tra gli indagati nel fascicolo d'inchiesta aperto dalla Procura di Ancona dopo la morte del piccolo Florin, 5 anni, caduto nel pozzetto di raccolta delle acque e degli scarti di lavorazione di un frantoio di Corinaldo ieri pomeriggio (domenica 12 novembre). Il pm Daniele Paci ha nominato nel pomeriggio di oggi due consulenti tecnici. Il primo, un ispettore del lavoro, per effettuare sopralluoghi nell'azienda teatro della tragedia e capire se l'area, del pozzetto, privata ma di libero accesso, posta sotto sequestro dai carabinieri di Senigallia già ieri, fosse a norma con le leggi in materia di sicurezza. Il secondo si tratta del medico legale. Nelle prossime ore la salma del piccolo, al momento all'obitorio dell'ospedale di Senigallia, sarà ispezionata esternamente. Non si parla ancora di autopsia. Sarà lo stesso medico legale a decidere se procedere o se, invece, riconsegnare Florin ai suoi, una famiglia romena residente da tempo a Ostra Vetere.

Entrambe le relazioni dei tecnici nominati dalla Procura finiranno nel fascicolo che già comprende le dichiarazioni, prese dai carabinieri agli ordini del capitano Cleto Bucci, dei presenti al frantoio al momento del dramma. I titolari, i famigliari del bambino e altri clienti. Una volta studiate tutte le carte, il pm dovrà decidere il reato ipotizzato (verosimilmente l'omicidio colposo) ed eventuali indagati. Da parte di tutti c'è la volontà di capire cosa sia successo. Florin era insieme ai genitori che avevano portato il loro raccolto di olive al frantoio e stavano attendendo di ricevere bottiglie di extravergine. Un attimo di distrazione e il bimbetto è finito nel pozzo, un quadrato di 60 centimetri di lato, a una profondità di quattro metri. Con ogni probabilità sono state le esalazioni dei liquidi contenuti nella vasca, di sei metri di larghezza, a non permettergli di respirare portandolo alla morte.

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