Autopsia sul corpo del bambino, è morto per una appendicite non diagnosticata

E’ stato l’ospedale a decidere di procedere con l’attività autoptica per un controllo della diagnosi e, nello specifico, per un chiarimento sul quadro clinico

L'eliambulanza durante il rendez vous

Una appendicite, sfociata poi in peritonite, che non è stata diagnosticata e curata in tempo. E’ questo il responso del riscontro diagnostico, effettuato stamattina dai medici del reparto di Medicina Legale dell’azienda Ospedali Riuniti, sul corpo del piccolo Giacomo, il bambino di 7 anni morto ieri pomeriggio dopo essersi accasciato tra le braccia dei nonni mentre stava giocando in casa. Al momento non si profilano ipotesi di reato perché, di fatto, si tratta di una morte naturale e nessun atto è arrivato alla Procura, che infatti non ha chiesto alcuna autopsia. E’ stato invece l’ospedale a decidere di procedere con l’attività autoptica per un controllo della diagnosi e, nello specifico, per un chiarimento sul quadro clinico. Stamattina l’equipe del professor Raffaele Giorgetti ha avuto conferma di come il piccolo sia morto a causa di un’appendicite iniziata diversi giorni prima. E infatti, secondo quanto raccontato ai medici del Salesi da parte dei familiari, il bimbo era da giorni che stava male. Aveva febbre alta e sembra che si lamentasse per forti dolori alla pancia con vomito.  Agli atti medici resta comunque che il piccolo era stato visitato dal pediatra e che Giacomo si stesse curando per una diagnosi di gastroenterite.

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Tuttavia il piccolo era visivamente “in salute” e non palesava comportamenti e sintomi che lasciassero presagire qualcosa di grave. Tanto che, quando si è sentito male, era impegnato a saltare sul divano, stava giocando. Poi qualcosa è andato storto. Giacomo ha accusato un malore. I volontari della Croce Gialla di Camerano sono arrivati in pochi minuti nell’abitazione, ma le condizioni erano già gravi.

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