Bambino ferito durante la caccia, il procedimento penale potrebbe fermarsi

L’ospedale Salesi ha diffuso un nuovo aggiornamento sulle condizioni cliniche del piccolo, intanto l’inchiesta penale potrebbe non andare oltre l’indagine preliminare

Foto di repertorio

Da una parte le condizioni stabili e confortanti del bambino di 9 anni ferito domenica scorsa dal colpo accidentale di un cacciatore, dall’altra un procedimento penale destinato, salvo novità dal punto di vista clinico, destinata a non andare oltre l’indagine preliminare. Il padre del bambino, che aveva portato il piccolo con sé durante una battuta di caccia insieme ad altri due amici nelle campagne osimane, non ha intenzione di sporgere denuncia nei confronti dell’uomo che ha causato l’incidente. Circostanza questa che, giuridicamente, non permetterebbe l’avanzare del procedimento perché la magistratura potrebbe agire d’ufficio solo se la prognosi del piccolo dovesse essere particolarmente lunga, un’ipotesi che appare ad oggi fortunatamente improbabile. Il bambino è vigile e stabile, lo ha comunicato lo stesso ospedale Salesi in una nota diffusa in mattinata: “Condizioni cliniche stabili ed invariate, in particolare stabilità dei parametri respiratori, emodinamici e dell'obiettività neurologica. Attualmente nessuna indicazione al trattamento chirurgico delle lesioni”. La prognosi potrebbe essere sciolta nelle prossime ore. 

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Il piccolo aveva accompagnato il papà nella battuta di caccia in via Capanne, a Osimo e insieme a loro c’erano altri tre cacciatori. La ricostruzione al vaglio degli investigatori ha già escluso una responsabilità diretta del padre nel ferimento del bambino. Il gruppo si trovava infatti nei pressi di un capanno in cemento appositamente utilizzato per la caccia all’anatra quando un amico del papà ha premuto il grilletto verso una preda. Il cacciatore però non aveva fatto i conti con il rinculo del fucile e nell’arretrare ha premuto nuovamente il grilletto senza volerlo. Il secondo colpo ha prima colpito una parte del capannone per poi rimbalzare sul volto del bambino. E’ stato proprio il papà a portare il piccolo in ospedale. 
 

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