Donna morta e anziana ferita, doppio incidente: erano lì da almeno un giorno

Gli inquirenti, coordinati dal Procuratore Capo di Ancona Monica Garulli, hanno posto sotto sequestro la casa e continuano ad indagare battendo ogni pista, anche quella dell'omicidio

La Polizia della Squadra Mobile e Scientifica sul posto

Prima la badante ha avuto un malore che l’ha stroncata mentre era in bagno, poi l’anziana anconetana sarebbe caduta in cucina senza più riuscire ad alzarsi. E’ questa l’ipotesi, ormai quasi certezza, per cui propendono gli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Ancona che, guidati dal capo Carlo Pinto sotto la supervisione del pm Valentina Bavai, sono al lavoro per ricostruire i fatti avvenuti nella casa in cui stamattina sono state trovate due donne: una morta e una agonizzante ma viva. A chiamare i soccorsi è stato uno dei nipoti della anziana residente in via San Gaspare 24. Intorno alle 8,30 l'uomo si è recato nella casetta del quartiere periferico di Ancona ed è entrato in casa, trovandosi davanti una scena choccante. I vicini di casa hanno sentito le sue urla rimbombare lungo la via: “Aiuto! Aiutatemi! Ci sono due donne morte”. Per fortuna non era così. In bagno c’era la badante, Ana Anka romena di 62 anni, riversa sul pavimento a testa in giù con una profonda ferita alla bocca. Era immobile. Lei sì, era senza vita. Batteva ancora invece il cuore di Maria Barca di 91 anni, a terra in cucina, con le ginocchia tumefatte e una ferita alla testa. Vicino a lei tanto sangue, ma anche molta polvere di caffè. Immediatamente sul posto sono arrivate l’automedica del 118 e gli operatori della Croce Gialla di Camerano per prestare le prime cure e trasportare la 91enne al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Torrette in codice rosso. 

Il doppio incidente oltre un giorno prima e il sequestro 

Al momento sembra chiaro si sia trattato di un doppio incidente. Una casualità. Prima la badante avrebbe avuto un infarto e poi la 91enne, che usava un deambulatore per spostarsi in casa, sarebbe caduta mentre preparava il caffè. Ha tentato di rialzarsi, ma senza riuscirci. Ha provato a chiedere aiuto alla badante, ma Ana Anka ormai era già morta. Impossibile urlare o chiedere aiuto perché, stando alle testimonianze di diversi vicini di casa, la Barca parlava pianissimo, con un filo di voce e non sarebbe mai stata capace di urlare. Una condizione disperata durata almeno 30 ore. A provarlo il fatto che, l'ultimo a vederle vide era stato il nipote giovedì mattina, mentre gli inquirenti hanno appurato che ieri mattina era passata una parrocchiana per consegnare le ostie, ma nessuno le ha risposto. Probabilmente ieri mattina la badante era già morta e l’anziana a terra, disidratata e in condizioni disperate. Dunque la tragedia potrebbe essere avvenuta già giovedì pomeriggio, sicuramente prima di ieri mattina e per fortuna l'arrivo del nipote stamattina che, di fatto, ha salvato l'anconetana dal peggio. Tuttavia gli inquirenti, coordinati dal Procuratore Capo di Ancona Monica Garulli, hanno posto sotto sequestro la casa e continuano ad indagare battendo ogni pista. Anche quella del delitto, visto che, è un atto dovuto, c’è aperto un fascicolo di indagine per il reato di omicidio a carico di ignoti. 

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