Baby gang del centro, il bullo non mostra pentimento: ora verrà processato

Rischia oltre 5 anni di carcere il quinto componente del gruppo che nell'estate 2016 seminò terrore in centro fra rapine e aggressioni: non si è nemmeno presentato in tribunale

foto d'archivio

Nessun pentimento per il baby bullo. Non si è neppure presentato all’udienza in cui si sarebbe potuto discutere della possibilità di una sospensione del procedimento con messa alla prova. A questo punto verrà processato, a partire dalla prossima udienza in programma il 13 febbraio: dovrà rispondere di rapina aggravata e rischia oltre 5 anni di carcere il ragazzo d’origine serba che la polizia arrestò nel luglio 2016, quando all'epoca era appena 16enne.

Faceva parte della baby gang che seminò terrore nel centro di Ancona in quell’estate da dimenticare, al punto che la questura fu costretta a ricorrere alle forze speciali del Reparto Mobile, con tanto di presidio fisso in piazza Roma, per porre fine alle scorribande. La banda, composta da 8 ragazzi, di cui 5 all’epoca minorenni, fu sgominata la sera del 2 luglio 2016, quando in centro una folla seguiva davanti al maxischermo la partita tra Italia e Germania, quarti di finale degli Europei. Loro ne approfittarono per rapinare e picchiare 4 ragazzini tra i 15 e i 16 anni, allo scopo di rubare soldi (poche decine di euro) e cellulari, in più episodi diversi avvenuti sulle scalinate di via Zappata e poi in via della Pescheria: qui in 8 contro 3 colpirono le vittime con calci e cazzotti. Nella colluttazione spuntarono colli di bottiglie, un tirapugni e anche un coltello, poi ritrovati in possesso dei due “capi”, il serbo e un albanese, entrambi classe 2000, arrestati la sera stessa dalla polizia dopo le telefonate dei residenti. Gli altri componenti della gang sono stati identificati e denunciati successivamente grazie alle telecamere e a dettagli sull’abbigliamento.

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Dei 5 ragazzi all’epoca minorenni, per 3 il giudice del Tribunale dei Minori ha accettato la richiesta di messa alla prova per 18 mesi, mentre un quarto, assistito dall’avvocato Andrea Bordoni, ha richiesto il medesimo istituto giuridico che consente di estinguere il reato attraverso un percorso di riabilitazione. Il 19enne serbo, considerato il “boss” del gruppo, il più incorreggibile, assistito dall’avvocato Alessandro Violoni, verrà invece processato perché non ha mostrato il minimo segno di ravvedimento.

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