Gianmarco, barman perfetto a 12 anni: i suoi spritz fanno furore sui social

Figlio di Silvia Piergigli del bar Corallino, se seguirà le orme materne sarà la quarta generazione dietro al bancone: una saga imprenditoriale iniziata negli anni '50

Il baby barman

«Giammy, perché non ci prepari i cocktail per brindare ai tuoi 12 anni?». Detto e fatto: quattro calici, ghiaccio, bitter più prosecco per tre, uno analcolico per lui e la disinvolta maestria di un veterano. Tanto da lasciare stupita la madre, Silvia Piergigli, titolare del bar Corallino. Stiamo parlando di Gianmarco Amori, appena 12 anni ma nel dna tutti i geni di una famiglia che ha fatto la storia dei locali di Falconara. Una saga iniziata negli anni ’50 quando Gino Mangialardo (bisnonno di Gianmarco) aprì in piazza Mazzini il bar Corallo. Il nome? Mangialardo si ispirò ai colori che ornavano l’ambiente del locale, oggi occupato da una parrucchiera. La location successiva - e probabilmente più conosciuta - sempre in piazza Mazzini ma ad angolo con via Cavour, arrivò negli anni ’60 quando Teresa Mangialardo (per tutti “Teresina”) affiancò il padre Gino dietro il bancone.

BABY BARMAN - Guarda il video

Anni che molti falconaresi ricordano con nostalgia. Quando le serate estive non erano caratterizzate dagli chalet in spiaggia e il passeggio cittadino (ancora nessuno si sognava di utilizzare il termine “movida”) rimbalzava tra piazza Mazzini e piazza Garibaldi sull’isola pedonale. Nel 1996 il bar Corallo passò alla gestione della famiglia Orologio. «Per me era tempo di fare la mamma e crescere i miei quattro figli» racconta Silvia che dal 2014 ha lanciato il suo Corallino Coffee ‘n’ Cocktails in via Bixio, nei pressi di piazza Garibaldi. Nel frattempo il video del giovanissimo barman ha fatto furore sui social. «Non ci aspettavamo tanta bravura – prosegue la mamma – Quando gli ho chiesto come facesse a sapere tutti i passaggi mi ha risposto che aveva semplicemente osservato me all'opera e memorizzato. Se in futuro dovesse scegliere questo mestiere? Sarei felice perché se è pur certo che si tratta di un lavoro duro e faticoso è altrettanto vero che la continua ricerca di innovazione, lo studio e il contatto con il pubblico danno grandi soddisfazioni».

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