Cronaca

Montacuto, chiedeva di essere scarcerato per salute: muore in cella detenuto di 34 anni

L'ultima volta in cui l'avvocato aveva fatto richiesta di scarcerazione per Daniele Zoppi risale a poche settimane fa, quando si fece presente come l'anconetano fosse obeso patologico e necessitasse di cure specifiche per le sue condizioni

Daniele Zoppi

Aveva chiesto più volte al Tribunale di Sorveglianza di poter scontare in modo alternativo la sua pena per motivi di salute, ma gli era sempre stato negato. Ieri è morto in carcere Daniele Zoppi, anconetano di 34 anni, stroncato da un malore nella sua cella della casa circondariale di Montacuto, dove stava scontando un cumulo di pene per reati che andavano dal traffico di sostanze stupefacenti alla truffa aggravata. Adesso si apre una nuova battaglia per l’avvocato Luca Bartolini (in foto) che ha già annunciato di voler andare a fondo di questa storia: «Sto preparando un esposto alla Procura della Repubblica e, se ci sono, mi auguro che vengano accertate eventuali responsabilità». L’ultima volta in cui il legale anconetano aveva fatto richiesta di scarcerazione risale a poche settimane fa, facendo presente le condizioni di salute del detenuto: era obeso patologico, aveva problemi di anca per cui era anche stato costretto ad operarsi lo scorso novembre, aveva diverse ernie e avrebbe dovuto fare anche un’altra operazione allo stomaco. Insomma non si reggeva più in piedi, al punto da essere stato autorizzato ad usare un montacarichi e tenere una sedia nella cella con cui si vestiva e si faceva la doccia. Impossibile per lui usare le docce turche o arrivare fino al cortile per l'ora d'aria. Insomma una situazione di vera invalidità che il carcere non ha certo aiutato. 

Per questo l’anconetano ha più volte chiesto di sospendere la pena giusto il tempo delle cure, pur sapendo di dover scontare ancora diversi anni. Ma per i giudici le sue condizioni di salute erano comunque compatibili con il regime carcerario per cui è stato espresso parere negativo all’istanza del 34enne. Le motivazioni? “Secondo quanto certificato dai referti medici, le condizioni dello Zoppi non sono particolarmente gravi, tuttavia per necessitando di contatti costanti con presidi Luca Bartolini-2sanitari locali a causa delle condizioni di difficoltà lamentate dal soggetto”. Ecco perché l’avvocato Bartolini aveva fatto richiesta di trasferimento in un centro clinico carcerario e della sospensione della pena per motivi di salute, in alternativa anche la misura dei domiciliari. Niente da fare. 

Alla fine ieri il tragico epilogo quando i compagni di cella lo hanno visto bianco a terra in una condizione di semi incoscienza. La Polizia Penitenziaria ha dato subito l’allarme ma ormai era troppo tardi, inutili i soccorsi degli operatori sanitari perché Daniele Zoppi era orami deceduto a causa di un arresto cardiocircolatorio provocato forse da un infarto

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