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Cronaca

L'influenza Australiana corre nelle Marche. Assalto alle farmacie, Zecchini: «Vaccini terminati»

L’incidenza è tra le più alte in Italia. L’influenza Australiana ha superato nelle Marche ala soglia massima di intensità: 20 casi per mille assistiti. Peggio solo Emilia Romagna, Lombardia e Abruzzo. Scatta l’assalto alle farmacie, ma i vaccini scarseggiano

ANCONA - I sintomi sono pesanti: febbre alta e persistente, tosse, raffreddore, mal di testa. L’Australiana ha messo a letto oltre 3 milioni di italiani, e nelle Marche l’incidenza ha superato i livelli di guardia. Infatti l’ultimo dato attesta 20 casi ogni mille assistiti. Va peggio solo in Emilia Romagna, Lombardia e Abruzzo dove i casi sono 22 su mille. E da qualche giorno cominciano a scarseggiare anche i vaccini: «non ne abbiamo più, li abbiamo finiti - afferma Lorenzo Zecchini, titolare della farmacia in piazza Roma -, tra l’altro temiamo che non ritornino in quanto la produzione viene fatta sulla base dell’anno precedente. Ma adesso la diffusione del virus è a livelli elevatissimi». 

L’assalto

Davanti alle farmacie è una processione. «Ne avrò fatti un centinaio di vaccini - continua Zecchini -, che per una una farmacia come la mia sono tanti». «Ma è partito il riordino - assicura Francesco Mannucci, presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Ancona - entro breve molte farmacie dovrebbero essere di nuovo fornite». Gli effetti dell’influenza stagionale sembrano essere particolarmente virulenti. Sono frequenti, infatti, i casi in cui la febbre è arrivata a toccare punte di 40 gradi e con una persistenza di più giorni. «In realtà non è una forma più aggressiva rispetto al passato - spiega Zecchini -, è solo arrivata prima. E nei due anni di covid, con tutte le disposizioni e le limitazioni, era praticamente scomparsa». Quindi ora ce la ritroviamo in circolazione e ce ne eravamo scordati, in più va a sommarsi al covid che, seppure sia stato indebolito dai vaccini, è pur sempre attivo e continua ad infettare.

I rimedi

L’unico modo, a quanto pare, per limitare il più possibile la diffusione dell’influenza è vaccinarsi. «Solo che andava fatto prima - sottolinea Mannucci - non quando il virus è ormai al picco del contagio». Ad ogni modo, meglio tardi che mai. Ed è bene chiarire una cosa: il vaccino per l’Australiana non copre dalle varianti del covid e viceversa. «Infatti il consiglio è di fare entrambi i vaccini - continua il presidente dell’Ordine provinciale dei Farmacisti - questa influenza è molto pesante e sarebbe bene che anche i giovani facessero la profilassi». Mentre per chi si trova a letto, colpito e affondato dall’influenza, i consigli sono: «riposo, Tachipirina e Brufen - suggerisce Zecchini - l’antinfiammatorio è molto utile in caso di febbre alta e dolori articolari».

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