menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Falconara: evade dai domiciliari, il giudice lo assolve per "brutta calligrafia"

L'uomo aveva chiesto di poter uscire di casa per svolgere un lavoro part-time, ma il magistrato responsabile aveva respinto la richiesta con un foglio scritto a mano e "illeggibile". Così, convinto di avere il permesso, aveva anche avvisato i carabinieri

Assolto dall'accusa di evasione perchè un documento del tribunale di Milano, scritto di pugno da un giudice, era illeggibile. Un foglio dove il magistrato del capoluogo lombardo respingeva la richiesta di buona uscita per lavoro di L. L., originario di Milano ma agli arresti domiciliari a Falconara per rapina. E così quando l'altro giorno i carabinieri lo hanno trovato in giro, intento a fare il suo nuovo lavoro, lo hanno dovuto arrestare. Ma ieri il giudice monocratico del processo per direttissima lo ha assolto.

L'uomo era finito ai domiciliari a Falconara per avvicinarsi alla zia che, in vista di una ipotetica possibilità lavorativa, lo aveva assunto nella sua ditta. L. L. avrebbe potuto dedicare alcune ore della sua giornata per fare il venditore porta a porta di aspirapolvere. A patto, ovviamente, che il giudice milanese lo avesse concesso. Permesso concesso solo inizialmente, sulla base di alcuni elementi che poi sono venuti meno. Per questo il giudice avrebbe poi rettificato l'autorizzazione. Ma in mano al suo avvocato arrivò un "foglio illeggibile" secondo la difesa, a cui non diede troppo peso. Fatto sta che l'altro giorno l'uomo, sapendo di essere ai domiciliari e convinto di poter girare in alcuni orari per vendere i suoi prodotti, è uscito di casa. Una convinzione di ferro al punto che, per massima correttezza, l'uomo ha telefonato anche ai carabinieri della tenenza di Falconara per avvisarsi dei suoi spostamenti.

Una chiamata che ha mosso dei dubbi ai militari, che hanno fatto dei controlli e si sono accorti che l'uomo non aveva il permesso. E così i carabinieri lo hanno trovato alle poste, lo hanno arrestato e portato a processo, dove il milanese ha detto che quel giorno era felice di poter cominciare una nuova vita e che ha fatto tutto in buona fede. La cosa sarebbe comprovata dalla sua telefonata ai carabinieri, ma soprattutto, secondo l'avvocato dal fatto che il documento, che specificava che non poteva uscire neppure per lavorare, era illeggibile.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AnconaToday è in caricamento