Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Senigallia: induzione alla concussione, assolti due agenti della Stradale

Erano stati accusati di aver chiuso un occhio su un paio di multe, in cambio di buoni carburante: ieri il verdetto della Corte d'Appello che, di fronte a 4 imputati, ha confermato la sentenza di primo grado solo per uno di loro

L'avvocato Ruggero Tomasi

Erano stati accusati di aver chiuso un occhio su un paio di multe, in cambio di qualche “regalino”. Per questo erano finiti sotto processo 4 poliziotti della stradale senigalliese che, dopo la condanna in primo grado, ieri hanno visto un nuovo verdetto in sede di Corte D'Appello. Il primo dei quattro era stato condannato a 2 anni di carcere e per lui il secondo grado ha confermato la sentenza. Per un secondo agente, condannato in primo grado a 1 anno e 2 mesi, riduzione della pena a 8 mesi. Ma ieri la Corte D'Appello ha assolto gli altri due, uno dei quali era difeso dall'avvocato Ruggero Tomasi (nella foto), ribaltando la sentenza di primo grado (1 anno e 2 mesi).

I fatti si riferiscono ad un periodo che va dal luglio all'ottobre 2008. Secondo la tesi accusatoria i poliziotti avrebbero messo in atto il reato durante due occasioni di fermo per eccesso di velocità, quando avrebbero incontrato due autotrasportatori che lavoravano per un noto imprenditore locale. I poliziotti, anche di fronte a multe molto salate, si sono proposti di chiudere un occhio. In cambio gli automobilisti avrebbero dovuto lasciare in alcuni distributori di benzina della città dei buoni carburante a nome degli agenti. Buoni così detti “madre e figlia”, per cui si lascia un acconto al benzinaio, che a sua volta fa un buono di suo pugno. Il tutto fino al giorno in cui l'imprenditore non ha detto basta e ha denunciato tutto alla procura.

Ieri si è così chiusa una parte importante del processo, dove il giudice D'Apello ha confermato la sentenza di primo grado solo per un poliziotto, riducendo la pena al secondo e assolvendo gli altri due. Secondo la difesa gli agenti assolti sarebbero finiti nelle indagini perchè anche loro si rifornivano alle pompe di benzina con dei buoni. Ma con alcune differenze. Innanzi tutto non erano buoni “madre e figlia”, ma erano i classici buoni delle società di gasolio, che in alcuni casi vengono regalati sotto le festività. In più avrebbero usato quei buoni con modalità e tempistiche completamente differenti dagli altri colleghi. Biglietti non frutto di pressioni illecite, ma regolarmente regalati dalle società di gasolio.

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