Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Offagna: derubata in casa di 10mila euro, non riconosce con certezza il colpevole

Il furto è stato consumato nell'appartamento di una ultraottantenne di Offagna, ma la donna non è riuscita a riconoscere con certezza il possibile colpevole e l'unico imputato al processo è stato assolto per insufficienza di prove

W. S. era stata accusata di furto in appartamento per aver portato via il portafoglio con 10mila euro in contanti ad una ultraottantenne di Offagna. Ma l'imputata, difesa dall'avvocato Nicoletta Pelinga (nella foto), è stata assolta per insufficienza di prove. Decisiva ieri in aula è stato il momento in cui ha testimoniato l'anziana che era parte offesa a processo e che, di fronte ad una serie di foto, non ha riconosciuto con chiarezza la donna che quel giorno l'avrebbe avvocato Pelinga-2derubata, indicando due persone come possibili ladre. Il pm Valentina Pupo ha comunque ritenuto che ci fossero tutte le prove a carico di W. S. e ha chiesto la condanna a due anni e 600 euro di multa. Dal canto suo l'avvocato Pelinga ha chiesto l'assoluzione. “Non vi è stata certezza nel riconoscimento fotografico – ha detto la difesa nella sua arringa – E' già difficile poter dire oggi quale sia la persona. In questo caso specifico poi è da escludere che la testimone abbia riconosciuto l'imputata perchè ha addirittura indicato due persone”. Alla fine il giudice monocratico Paolo Giombetti ha assolto la donna con formula dubitativa

I fatti risalirebbero a due anni fa, quando l'anziana di Offagna avrebbe aperto la porta ad una donna più giovane, che si era spacciata come dipendente comunale e che chiedeva di poter visionare il libretto degli assegni. L'ottantenne però avrebbe detto di non ricever pensione. La presunta ladra non si è data pervinta e allora avrebbe chiesto 50 euro come offerta. Quando l'anziana è andata in camera per prendere i soldi dal portafoglio, l'altra l'avrebbe seguita e con una mossa le avrebbe sottratto il portafoglio direttamente in camera senza farsi accorgere.  Gli inquirenti poi hanno individuato W. S. come l'artefice del raggiro dal bottino non differente. Ma ieri il giudice ha ritenuto che non ci fossero abbastanza prove per condannare l'imputata che è libera

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