Anziani non autosufficienti, uno studio per migliorare la rete assistenziale regionale

L'indagine è stata realizzata da Irccs-Inrca e proposta dal “Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche” dell’Assemblea Legislativa

Foto di repertorio

La fotografia di come viene attuata l’assistenza alle persone anziane non autosufficienti nella regione Marche, attraverso il punto di vista dei diretti interessati e delle loro famiglie. E’ quella che viene fornita dall’indagine realizzata dall’Irccs-Inrca nell’ambito di una più ampia missione valutativa proposta dal “Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche” dell’Assemblea Legislativa, con l’obiettivo di approfondire la situazione della non autosufficienza e le problematiche ad essa connessa.  

«Occorre un lavoro come questo – sottolinea il presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo – per  mettere in atto una seria e compiuta valutazione delle politiche da attuare nei diversi settori. Soltanto attraverso l’approfondimento delle problematiche si ha la possibilità di fornire efficacia ai nostri  provvedimenti legislativi e amministrativi. Fin dall’inizio dell’attuale legislatura ho creduto indispensabile lavorare in tale direzione, anche attraverso la modifica statutaria approvata nel 2016, che fornisce al Consiglio, oltre alle tradizionali funzioni di indirizzo e di controllo, anche quella di valutazione degli effetti delle politiche regionali. Saluto con soddisfazione il lavoro portato avanti dal Comitato voluto dall’Assemblea legislativa». Lo studio  è stato finanziato dal Consiglio regionale e realizzato con la collaborazione delle organizzazioni sindacali dei pensionati Fnp – Cisl, Spi – Cgil e Uilp – Uil. Così come nelle intenzioni, va a costituire una preziosa base di partenza per riorganizzare e potenziare il sostegno a domicilio di quella che è stata, tra l’altro, la categoria più colpita dall’epidemia dal Covid-19. Ne è convinto il presidente dello stesso Comitato per la valutazione delle politiche, Sandro Zaffiri, che parla di «uno strumento utile alla prossima consigliatura regionale, affinché si possano organizzare al meglio gli interventi a favore della popolazione anziana e non autosufficiente». 

Entrando nel merito, sempre Zaffiri evidenzia come lo studio vada a confermare un dato ormai consolidato, cioè quello della particolare longevità dei marchigiani,  «che deve accompagnarsi alla necessità di politiche moderne a sostegno delle cronicità e dell’assistenza. La cura degli anziani è un dovere della politica nei confronti di chi ha fatto la storia sociale ed anche economica di questa regione». Promotore e sostenitore, fin dal primo momento, dell’iniziativa il vicepresidente del Comitato Gianluca Busilacchi, che si sofferma sulla missione valutativa conclusasi di recente: «E’ stato un lavoro importante, il primo di questo tipo nella nostra regione, fatto di audizioni e di analisi di dati,  che è servito a prendere in esame e valutare le politiche per la non autosufficienza nelle Marche e l’attuale stato dell’arte. Uno strumento che sarà di sicuro utile anche nei prossimi anni per gli atti di programmazione. Alla sua realizzazione  hanno lavorato diversi attori, interni ed esterni alla Regione e al Consiglio, l’Inrca e il professor Pavolini che si è occupato, come consulente, di questa missione». Riferendosi più in generale all’attività del Comitato, di cui è stato anche presidente, Busilacchi sottolinea come sia stata  raggiunta una nuova consapevolezza su fatto che  “valutare le politiche e la loro efficacia vuol dire valorizzare l’azione e l’iniziativa dell’Assemblea legislativa. Con il lavoro che abbiamo fatto ci inseriamo nel gruppo delle regioni più avanzate d’Italia».

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 Lo studio dell’Inrca ha raggiunto la popolazione anziana non autosufficiente di tutti i 13 distretti sanitari delle Marche, partendo da quella superiore ai 75 anni. Confermata la centralità della famiglia come erogatore principale di cure. Oltre tre quarti dei principali caregiver su cui può contare l’anziano non autosufficiente sono costituiti dai figli e dal coniuge che, in base i dati raccolti, forniscono più di 50 ore di cura a settimana. Altro aspetto che emerge con forza è quello del ruolo ormai consolidato delle assistenti assunte privatamente. Come si evince nella stessa indagine, sono la vera colonna portante del “sistema” di cure alla non autosufficienza esistente nelle Marche e nel  Paese in generale. Per il futuro, richiamata l’esigenza di assicurare un’adeguata formazione e una piena e formale integrazione nel sistema di cure socio – sanitarie. La presentazione dell’indagine doveva essere effettuata nel corso di una manifestazione pubblica, resa impossibile al momento viste le misure di contenimento per il Coronavirus. «Stiamo valutando – conclude Busilacchi – altre ipotesi di comunicazione, perché è uno studio che merita di essere illustrato e approfonditoı. 

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