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Cronaca

Uccise a coltellate l'amico Michele Martedì: a processo in Corte d'Assise Mattia Rossetti

Si aprirà il 18 febbraio il processo del killer che uccise il parrucchiere anconetano sotto casa. Lo ha deciso il Gup Francesca De Palma al termine dell'udienza durata più di due ore

Il Gup Francesca De Palma oggi pomeriggio, dopo un'udienza durata più di due ore, ha stabilito il rinvio a giudizio per Mattia Rossetti, 27enne, accusato di aver ucciso l’8 dicembre scorso l’amico e parrucchiere Michele Martedì con 12 coltellate mentre tornava a casa dopo una passeggiata con il suo cane. Il processo si aprirà il 18 febbraio 2022 alle ore 9,30. L’organoIMG-2318-2 giudicante sarà la Corte d’Assise. Sull’imputato pende l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato (il pm Irene Adelaide Bilotta contesta le aggravanti dello stalking, dei futili motivi, della crudeltà e della premeditazione). In aula questa mattina a mezzogiorno erano presenti i due fratelli della vittima, Mattia e Marco, e anche il papà Fabrizio. Accanto a loro l’avvocato Alessandro Scaloni (insieme nella foto a destra). Com’è comprensibile, nessuno del nucleo familiare ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito. Sono entrati silenziosamente in aula per uscire dal palazzo di Giustizia qualche minuto dopo le 15. 

IMG-2342-2A spendere due parole con la stampa, invece, è stato il legale di Rossetti, l’avvocato Francesco Linguiti (a sinistra), che a termine dell’udienza ha precisato. «Questa mattina si è discusso sulle tematiche del processo e cioè sul vizio di mente, se parziale o totale, e della compatibilità delle aggravanti contestate all'epoca con lo stato psichico dell’imputato. La difesa, a fini processuali, pur conoscendo la norma di procedura e la sentenza della Corte Costituzionale, ha richiesto il rito abbreviato sostenendo la non sussistenza delle aggravanti. Se non lo avessi fatto, nel caso in cui la Corte d’Assise ritenesse diversamente, avrei pregiudicato questa possibilità». Le contestazioni, infatti, sono potenzialmente da ergastolo e dunque per Rossetti è da escludere la possibilità di richiedere il rito abbreviato e quindi lo sconto di un terzo della pena.

Lo scorso giugno, poi, la Procura aveva svolto una consulenza psichiatrica da cui era emerso un vizio parziale di mente. La difesa del reo confesso aveva partecipato agli stessi accertamenti peritali. Prosegue l'avvocato Linguiti: «Il giudice ha stabilito che in questa sede gli atti compiuti sono sufficienti per non disporre il proscioglimento e quindi è necessario andare a processo. Tutti gli approfondimenti saranno svolti nella sede competente e cioè la Corte d’Assise». 

Mattia Rossetti, che questa mattina non era presente in udienza e si è collegato da remoto, si sarebbe detto pentito delle sua azioni: «Ha manifestato il suo profondo rimorso, anche subito dopo l'8 dicembre quando è tornato lucido - conclude il legale-. La sua è una consapevolezza che ha maturato anche grazie ad un percorso psicologico che ha fatto da un anno a questa parte».

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