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Cronaca Senigallia

Timbrava il cartellino in ufficio, poi usciva a fare il giardiniere. Condannato dipendente Asur

L'uomo, 66 anni, era accusato di peculato, truffa ai danni dello Stato e falsa attestazione della presenza in servizio. Per spostarsi avrebbe utilizzato anche i mezzi dell'azienda

SENIGALLIA – Avrebbe timbrato il cartellino dove lavorava, un ufficio Asur, poi sarebbe andato a fare il giardiniere. Un secondo lavoro ma fatto durante gli orari in cui risultava impiegato nel primo. Così avrebbe appurato la guardia di finanza aizzata da una telefonata fatta al numero 117. I militari avevano denunciato il dipendente pubblico, oggi 66enne, per truffa ai danni dello Stato, Peculato e falsa attestazione della presenza in servizio. Il furbetto del cartellino è finito in tribunale dove oggi ha patteggiato a sette mesi e 300 euro di multa (pena sospesa). Difeso dall'avvocato Corrado Canafoglia ha risarcito l'azienda unica sanitaria, dove aveva la qualifica di agente di polizia giudiziaria, di 5mila euro davanti ad una richiesta iniziale di 50mila euro quale danno di immagine.

Stando alle accuse nei suoi confronti, per sei mesi, da fine 2019 agli inizi del 2020, si sarebbe recato al lavoro per poi uscire e fare altro. Almeno una ventina le giornate, calcolate dall'indagine dei finanzieri, in cui non avrebbe fatto il lavoro per cui era pagato ma si sarebbe recato in terreni di sua proprietà e in giardini privati per occuparsi della sistemazione del verde. Taglio di erba, alberi da piantare, siepi da potare. Il tutto utilizzando anche tre mezzi Asur, due automobili e un furgone, che prendeva per caricarci a bordo gli attrezzi che gli servivano per fare il giardiniere. Oggi l'uomo è ormai in pensione e ha sempre respinto le accuse. Le uscite sarebbero state di lavoro non per fini personali. 

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