Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca Montecarotto

Tensione alla Moncaro: c'è chi invoca le forze dell'ordine. Nel mirino anche l'ex presidente in delega

La società cooperativa Terre Cortesi ha illustrato ieri ai soci la difficile situazione in cui versa l'importante azienda vitivinicola. Alla chiusura del bilancio del 2023 risultano debiti per 38 milioni

MONTECAROTTO – La società cooperativa agricola Terre Cortesi, in merito alla crisi che sta avvolgendo la Moncaro rende noto che «il 9 luglio (cioè ieri, ndr) si è tenuta l’assemblea dei soci della Terre Cortesi Moncaro, assemblea convocata dal Cda dell’azienda i primi di giugno scorso. Un’assemblea preceduta da una querelle giudiziaria presso il Tribunale di Ancona, sostenuta da alcuni soci della cooperativa e altri precedentemente esclusi perché non avevano i requisiti previsti dallo statuto tra cui l’ex presidente della cooperativa che ha visto riconosciute le eccezioni sollevate dalla Moncaro».

Tuttavia secondo le Terre Cortesi «l’ordinanza del tribunale non ha stemperato gli animi di taluni soci che, seppur esclusi, si sono presentati in assemblea invocando l’intervento delle forze dell’ordine per poter accedere in assemblea piuttosto che invocare l’esclusione nelle sedi opportune. In assemblea – il comunicato stampa va avanti - la presidente ha informato doverosamente gli 85 soci conferitori e i 3 soci finanziatori intervenuti, sulla situazione economico finanziaria ereditata alla data del 27 febbraio 2024 con 38 milioni di debiti da bilancio 2023, delle numerose zone d’ombra del passato emerse, su cui sta indagando anche la Guardia di Finanza, delle ragioni per le quali nessuno prima si era accorto, delle scelte individualistiche prese in assenza di poteri e all’insaputa dell’organo esecutivo dell’azienda». Tutte condotte che, sempre secondo la società cooperativa Terre Cortesi «hanno messo i soci ai margini della cooperativa e trattati in maniera differenziata, come dipendenti e fornitori. Finanziamenti di scopo gestiti in maniera individualistica e progetti industriali non portati a termine, come l’investimento in Cina, in India, la partecipazione in altre cooperative del territorio, l’espansione sul Conero attraverso l’affitto di una famosa casa Vinicola, e l’operazione in Abruzzo. Un atto dovuto nei confronti dei soci ai quali in maniera puntuale e documentata è stata fornita una fotografia della Moncaro degli ultimi dieci anni e di oggi, illustrata con l’obiettivo di porre una linea di demarcazione netta con il passato, demandando la soluzione delle problematiche emerse nelle sedi opportune, se necessario, per consentire di concentrarsi sul futuro».

Tuttavia a quanto riferisce sempre la Terre Cortesi «Non sono mancati momenti di tensione tra i soci, vista anche la presenza dell’ex presidente in delega, che hanno ricordato che non sono stati saldati per le vecchie annualità e hanno chiesto attoniti, informazioni per il futuro. Un futuro sicuramente non semplice su cui pesano le scelte del passato, indipendentemente da chi le abbia fatte e se questi era autorizzato, come l’istanza di fallimento presentata da un ‘fornitore di vino’ e notificata all’azienda 3 giorni prima dell’assemblea dei soci del 9 luglio, che non aveva visto soddisfatte le sue pretese di credito già a dicembre 2023».

Una istanza «che impone al Cda della Moncaro di attivarsi immediatamente ed in maniera differente da quanto aveva previsto, tanto che oggi alle 14,30 è stato convocato un Cda d’urgenza che delibererà la convocazione immediata, rispettando i doverosi tempi tecnici imposti dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, di una nuova assemblea nella quale i soci avranno la possibilità di decidere sul loro futuro difronte ad una soluzione concreta di un nuovo piano industriale che salvaguardi il loro futuro e che tuteli anche la viticoltura marchigiana e tutto il territorio.

La presidente Manetti conclude infine così: «Il 27 febbraio 2024 è finita un’epoca i che ha portato alla crescita del territorio ma non della Moncaro e che è avvolta da molte zone d’ombra che sono emerse in maniera netta e nitida in questi quattro mesi, in cui non potevamo risolvere i problemi di 25 anni di gestione della cooperativa, ma solo far emergere le problematiche che hanno afflitto sempre di più, come una tagliola, la Moncaro, e di cui molti erano a conoscenza». Inoltre «Abbiamo messo – è sempre Manetti a parlare - una netta linea di demarcazione con il passato, senza spiriti vendicativi o per regolare i conti. Abbiamo voltato pagina e siamo oggi concentrati solo sul futuro di quest’azienda, dei soci e della viticoltura di un territorio splendido ed allo stesso tempo unico. È questo che hanno chiesto a gran voce i soci in assemblea e su cui ci siamo subito attivati».

Questa la versione dei fatti della Terre Cortesi su quanto accaduto ieri.

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