Fincantieri, assemblea aperta alle Muse: ripartire da Roma

Sindacati e istituzioni si sono incontrati oggi per fare il punto sulla vertenza, auspicando la ripresa del dialogo a partire dall'incontro con Romani il 14 e il 15 a Roma. 500 persone in piazza

Si è svolta oggi al Teatro delle Muse l'assemblea chiesta dalle organizzazioni sindacali e dal sindaco Gramillano per portare la vertenza Fincantieri "dentro la città e nella consapevolezza dei cittadini". Appuntamento al quale partecipano anche i coordinatori nazionali di Cgil, Cisl, Uil e il professor Giorgio Trincas, docente di progetto Navi all'Università di Trieste e i rappresentanti di Provincia e Regione.
Davanti al Teatro, più di 500 persone hanno manifestato la vicinanza ideale alle tute blu dell’Arsenale.

L'incontro nasce a seguito della lettera inviata da Gramillano al ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani, nella quale si sollecitava un incontro istituzionale sulla crisi della Fincantieri, previsto tra il 14 e 15 novembre a Roma. Nella missiva il primo cittadino rappresentava la propria preoccupazione riguardo il futuro dello storico cantiere cittadino e dei suoi 580 lavoratori, 550 dei quali con la cassa integrazione quasi al termine.
Resterebbe intanto sul piatto l'ipotesi, avanzata da Fincantieri, di ridurre il numero degli esuberi da 169 a circa cento, con la possibilità di arrivare a due commesse, per le quali però l'azienda chiede in cambio una maggior efficienza produttiva.

Da parte della Fiom-Cgil viene precisato come per le nuove commissioni che ha in mano l'ad Bono, servano intorno alle 2.000 persone. " È dunque assurdo sottrarre le lavorazioni ai dipendenti diretti - ha detto il segretario regionale Fiom-Cgil, Giuseppe Ciarrocchi - a beneficio di nuovi posti per ditte appaltatrici o sub-appaltatrici".
Presente anche una delegazione di operai della Best di Cerreto D'Esi. Assente il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, perchè a Roma per un incontro sull'Antonio Merloni di Fabriano.

Uno striscione riporta invece la frase: "Il cantiere navale cuore e storia di Ancona.  Facciamolo vivere". La mattinata ha visto anche un incontro tra i senatori marchigiani Francesco Casoli, Marina Magistrelli, Luciana Sbarbati e Silvana Amati ed una delegazione di lavoratori che ha dato poi vita ad un presidio davanti allo stabilimento.


L’INTERVENTO DEL SINDACO FIORELLO GRAMILLANO. "Abbiamo accolto con favore, insieme a Regione e Provincia la proposta formulata dai sindacati di affrontare pubblicamente la situazione reale di Fincantieri anche alla luce dei fatti che hanno caratterizzato gli ultimi mesi.
Mesi - ha proseguito il sindaco - che hanno visto l'inasprimento dei rapporti tra azienda e sindacati.
Regione, Provincia e Comune di Ancona, da due anni, sono stati presenti a tutti i tavoli istituzionali che hanno coinvolto i lavoratori dorici ma mai come ora la preoccupazione per il futuro del cantiere appare giustificata".

proteste Fincantieri-2Gramillano ha poi ricordato come l'azienda "Ha rifiutato di partecipare all'incontro programmato in Regione il mese scorso rimandando tutti gli accordi al tavolo nazionale previsto per la prossima settimana. Ad appena due mesi dalla dichiarazione dell'amministratore delegato Giuseppe Bono durante il Congresso eucaristico nazionale - ha ricordato - sulla immediata cantierabilità di una nave e l'ormai prossima firma di una seconda commessa da destinare ad Ancona, ci sono stati fatti e affermazioni che sembrano aver messo in discussione il tutto".

Dunque, un invito affinché le trattative riprendano a fronte della presentazione al tavolo nazionale di un piano industriale realmente attuabile. "Ci aspettiamo che vengano finanziati interventi adeguati per la ricerca e l'innovazione in campo navale e che le commesse per Ancona vengano confermate - ha auspicato -.A fronte di carichi di lavoro certi, si può riaprire un dialogo che renda competitivo anche il cantiere dorico. […] Oltre ai 580 lavoratori dipendenti di Fincantieri, esistono altri 1.400 lavoratori dell'indotto che non possono veder negata qualunque prospettiva. A tutti noi - ha concluso – è richiesto il massimo senso di responsabilita' che possiamo esprimere perché le vittime di questa mancanza di dialogo sarebbero soltanto i lavoratori, le loro famiglie e, di conseguenza, la città intera”

LA POSIZIONE FIOM CGIL. "Occorre immediatamente portare ad Ancona il carico di lavoro che era stato promesso nelle settimane scorse". Non sembra incline ad accettare compromessi Alessandro Pagano, coordinatore nazionale Fiom Cgil, che durante l'assemblea ha ribadito "C'e' una nave che è già stata ordinata, abbiamo visto le comunicazioni ufficiali dell'azienda - aggiunge - è stato ufficialmente annunciato che la nave dovrà essere costruita e ci sono già le date di consegna quindi, a questo punto, senza indugio, si parta con la produzione. […]
Non vorremmo - ha concluso - che la logica del 'metti e leva' sia dovuta alla ricerca di disponibilità in mezzo ai lavoratori, a condividere quel piano industriale di ridimensionamento che è già stato respinto il 3 di giugno. […] Come organizzazioni sindacali siamo pronti a riprendere la discussione a livello nazionale e attendiamo la convocazione del Governo per l'incontro al ministero dello Sviluppo economico .”

Fonte: AGI
 

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