Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Marche: Magistrati contro Decreto giustizia. Laurino: «La posta in gioco è alta»

Il 5 novembre si riuniranno i magistrati delle Marche per discutere del Ddl che prevede il taglio delle loro ferie. Ma per l'Anm Marche le ferie sono un "Cavallo di Troia" ed è a rischio la giustizia

Magistrati contro il Decreto giustizia del governo. Il prossimo 5 novembre, al tribunale di corso Mazzini, si riuniranno tutti i magistrati di Ancona e Marche per discutere della nuova normativa. Sarà l’occasione per eleggere i delegati regionali che poi, il 9 novembre, andranno a Roma per decidere eventuali iniziative da mettere in campo. E non è escluso uno sciopero generale delle toghe. Ma si parte dai territori. Ad Ancona l’Associazione della magistratura è in stato di agitazione di fronte ad un Ddl che prevede il taglio delle ferie da 45 a 30 giorni all’anno. Ma per il presidente distrettuale dell’Anm (Associazione nazionale magistrati) Marche Andrea Laurino va messa subito in chiaro una cosa: «La posta in gioco è elevata perché non riguarda le ferie. Il punto è un altro. Hanno fatto passare il messaggio che lavoriamo poco e che la crisi della giustizia è dovuta anche a questo. Non è ammissibile. Spieghiamo ai cittadini che la giustizia non migliora riducendo le nostre ferie. Ma soprattutto siamo preoccupati che il tema delle ferie sia in realtà il primo passo verso ulteriori modificazioni, che riguardano la responsabilità civile e il grado di autonomia delle magistrature». 

Ecco che la posta in gioco del braccio di ferro tra governo e associazione dei magistrati è tutt’altro. Dietro la questione “ferie”, secondo le toghe doriche, si nasconderebbe il tentativo di tastare il terreno per arrivare ad altre riforme. Quali?

RESPONSABILITA’ CIVILE DEI MAGISTRATI. «La responsabilità civile c’è già. Se sbagliamo paghiamo pure noi - ha detto Laurino - E’ chiaro che ci sono tutele più complesse». Si riferisce al filtro di ammissibilità (Se si fa causa ad un pm, il giudice ne deve valutare prima la totale infondatezza. Qualora la denuncia abbia seguito e venga confermata con sentenza, paga lo Stato, che si rivale sul magistrato con 1/3 dello stipendio annuo). Un privilegio direbbe qualcuno e Laurino risponde: «La figura del magistrato deve essere protetta. Se non fosse così quello che oggi facciamo in piena autonomia domani potremmo pensarci due volte per non andare in contro a denunce». Dunque si lancia l’allarme di una giustizia più “difensivista” che non gioverebbe ai cittadini. 

ACCENTRAMENTO POTERI DELLE MAGISTRATURE. Sempre secondo l’Anm, si vorrebbe limitare l’autonomia delle Procure, cercando di controllarle attraverso modifiche ordinamentali. 

E allora ecco che, di fronte alle scelte del governo Renzi, la magistratura non vuole concedere nulla. «Se lasciamo che passi la modifica delle ferie, si va allo step successivo fino al depotenziamento delle procure italiane che, con un po’ d’orgoglio, voglio ricordare che sono e siamo tra i migliori d’Europa come risultati di magistratura e polizia giudiziaria» ha ribadito Laurino. 

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