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L'arresto di uno dei membri della banda

L'arresto di uno dei membri della banda

Colpo fallito per un tubo tagliato, il rammarico al telefono che ha fatto incastrare il commando

Tra le varie intercettazioni ce n'è una che spiega perché l'assalto al portavalori in A12 è fallito. Un altro elemento che ha permesso di sgominare la banda

«Ho tranciato i tubi ed è scattato l'allarme!». Uno degli errori di calcolo della banda finita in carcere per il fallito assalto al portavalori in autostrada dalle parti di Pisa, verosimilmente composta dagli stessi personaggi che il 30 settembre 2015 avevano terrorizzato il tratto autostradale della A14 tra Ancona Sud e Loreto. Un dettaglio emerso dall'inchiesta toscana che ha attinto a piene mani dalle indagini della Squadra Mobile di Ancona, al lavoro con un anno di anticipo rispetto alla Procura di Pisa. La frase è contenuta tra le numerose intercettazioni telefoniche e ambientali "catturate" dai poliziotti di Ancona, nonostante i banditi credessero di poter parlare liberamente grazie a sim card intestate a terzi, soprattutto stranieri. L'intercettato, nella conversazione, dice chiaramente cosa non ha funzionato nel colpo sulla A12. La resina antiscasso di cui il blindato era fornito sarebbe entrata in funzione, mandando la sega flessibile in panne, perché la stessa avrebbe tagliato i tubi del meccanismo spuma block.

Altri elementi a carico degli indagati sono stati riscontrati grazie alla Polizia Scientifica che ha trovato impronte digitali sulle targhe contraffatte, su una Viacard trovata all'interno di uno dei veicoli utilizzati per il colpo e su un volante. Tutti indizi "pisani" che potranno far comodo anche ad Ancona. L'inchiesta sull'assalto marchigiano non si è ancora conclusa. Si è a buon punto però. Il Servizio Centrale Operativo, che coordina il tutto, ha già in mano gli elementi emersi dal lavoro delle altre Questure e non si esclude non si riesca ad ampliare il giro degli indagati oltre che accelerare il processo delle indagini. Per il l questore di Ancon Oreste Capocasa:

«La Squadra Mobile di Ancona ha dimostrato un acume investigativo di altissimo livello riservandosi un ruolo di primo piano di fronte a un fatto che sembrava quasi impossibile da risolvere, tanto l'operazione sembrava quasi militare. La banda ha sbagliato pochissimo ma quei pochi errori fatti ce li siamo andati a cercare dimostrando ancora una volta che la Polizia di Stato ha grandi professionalità al suo interno. Sono molto soddisfatto del loro lavoro».

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