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Cronaca

Il compagno la picchia, lei telefona alla polizia senza parlare e fa rintracciare la chiamata: mamma salvata dagli agenti

Ha aggredito la donna con cui vive facendola finire in ospedale con 25 giorni di prognosi. Convalidato l'arresto

ANCONA - E' stata lei a farsi trovare, chiamando più volte, con il telefono di casa, la polizia. Non parlava ma l'operatore sentiva le grida e sentiva piangere in casa così ha rintracciato l'indirizzo da dove le chiamate partivano perché il numero di telefono era identificabile. Una pattuglia delle volanti è arrivata sotto casa, nel quartiere delle Grazie, e ai poliziotti è bastato seguire i rumori che si sentivano anche dalla strada per salire fino all'appartamento e porre fine ad una brutale aggressione ai danni di una donna. A picchiarla è stato il compagno, 43 anni, di origine ligure. La coppia, che ha due bambini, si era trasferita ad Ancona da qualche anno e quello di ieri non sarebbe stato il primo episodio violento subito dalla compagna.

Arrivati nell'abitazione gli agenti hanno messo in sicurezza la donna, ferita al volto e sul corpo, che è stata poi accompagnata in ospedale per le cure del caso e dimessa con 25 giorni di prognosi per le percosse ricevute. Poi è stata ricostruita la vicenda. Dai suoi racconti è emerso che il compagno è una persona molto gelosa. Lei non sarebbe stata in grado di reagire fino a ieri, quando ha temuto per la sua vita e per quella dei suoi figli. Così ha preso il telefono nella speranza che arrivasse qualcuno. L'uomo è stato arrestato. Questa mattina, in tribunale, il giudice Pietro Merletti ha convalidato l'arresto disponendo la misura cautelare in carcere. Il questore invita le donne «a vincere la paura, rompendo l'isolamento e la vergogna» e ribadisce alle vittime di denunciare sempre.

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