Via Martiri della Resistenza: rapinarono una banca, arrestati dai carabinieri

Non è stato difficile arrivare a loro perchè si erano presentati dentro l'istituto di credito a volto scoperto. Non solo perché i tre, prima del colpo, avevano anche preso un caffè al bar vicino alla banca

Il 6 giugno scorso avevano assaltato la Banca Popolare di Puglia e Basilicata in via Martiri della Resistenza. E ieri, i carabinieri di Ancona, guidati dal loro tenente Marco Ruffini (in foto), hanno arrestato tre uomini: M. D. L., 35 anni di Bari, G. L., 49 anni di Bari, M. M., 35 anni di origini belga. «Abbiamo chiuso il cerchio in nemmeno due mesi» ha detto con soddisfazione il tenente Ruffini che venerdì mattina, in una conferenza stampa, ha spiegato come sono arrivati ai tre uomini.

Non è stato difficile capire chi fossero perchè i malviventi si erano presentati dentro l’istituto di credito a volto scoperto e armati di taglierino. Ma prima avevano anche pensato bene di prendere un caffè al bar che si trova a pochi metri dalla banca. Tanto che anche la testimonianza del commerciante è stata rilevante. Fatto sta che, una volta dentro, il primo si era posizionato di fronte all’ufficio del direttore, mentre gli altri due si erano messi a fare la fila agli sportelli come dei normali clienti. Al momento propizio hanno dato il via al colpo: «Questa è una rapina. Dove sono i soldi?» ha gridato uno dei tre baresi, che poi ha cominciato a svuotare la cassa, mentre gli altri due tenevano impegnati dipendenti e direttore. Un bottino da quasi 8mila euro. Poi la fuga. Ma i militari dell’Arma si sono subito messi sulle loro tracce, dopo che i filmati delle telecamere a circuito chiuso della banca avevano ripreso nitidamente i volti dei rapinatori. A quel punto le foto segnaletiche sono state diramate ai commissariati di mezza Italia, fino a quando non è arrivato un riscontro dai carabinieri di Melfi e Teramo. Erano loro, i tre arrestati. Si, perché i sospetti rapinatori, nel frattempo, avrebbero messo a segno altre due rapine: a Giulianova il 26 giugno e a Potenza il 23. Ieri i tre, già detenuti a Bari per altri fatti, hanno ricevuto la notifica di arresto anche per la rapina messa segno nel centro anconetano. 

Il colpo alla banca è avvenuto il 6 giugno scorso, quando i tre sono entrati armati di taglierino. Uno strumento pericoloso, ma con una quantità di metallo non sufficiente per far scattare i sistemi di sicurezza. Una volta dentro, hanno atteso un po’. Poi è scattata la rapina. Mentre uno puntava il taglierino alla gola del direttore, l’altro teneva sotto scatto alcuni dipendenti e il terzo svaligiava le casse. Una volta preso il denaro, i tre fuggivano dal retro facendo scattare l’allarme antincendio e si dileguavano lungo via Tiziano. I carabinieri non hanno dubbi sulle responsabilità per una serie di indizi: una descrizione molto dettagliata da parte dei dipendenti, i filmati della banca, il riscontro con i carabinieri di altre caserme in Puglia, le molteplici impronte lasciate sul luogo della rapina.

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