Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Uno colpiva nei parcheggi e l'altro ricettava la merce, arrestati due topi d'auto

I Carabinieri di Ancona hanno arrestato due giovani anconetani, accusati di aver messo a segno 25 furti ad auto parcheggiate in vari luoghi della città. In totale un bottino di circa 70mila euro

Uno si occupava di mettere a segno i furti dentro le automobili e l’altro teneva la refurtiva in attesa di piazzarla nei canali clandestini. Sono queste le accuse con cui i Carabinieri del Comando Provinciale di Ancona, guidati dal comandante Fabio Ibba e coordinati del pm Ruggiero Dicuonzo, hanno arrestato due anconetani: A. D. G. di 26 anni e M. S. di 23. Secondo le indagini, sarebbe stato quest’ultimo a scassinare le auto in sosta e portare via tutto, mentre il primo aveva messo a disposizione casa sua per tenere gli oggetti rubati e ricettarli. Per questo sono scattate le manette per M. S. con l’accusa di furto aggravato e tentato furto mentre A. D. G. è accusato di ricettazione. Anche se non è escluso che la Procura di Ancona possa contestare al 26enne il concorso morale nel furto. Visto e considerato che, durante le indagini, A. D. G. avrebbe approfittato di una carta di credito rubata per fare shopping da Foot Locker, acquistando 600 euro di scarpe e t-shirts. Fato sta che negli ultimi mesi i due avrebbero colpito auto parcheggiate, spesso vicino a luoghi di aggregazione sportiva come palazzetti, piscine e palestre. In particolare i militari hanno ricostruito i movimenti del 23enne, che avrebbe colpito al Palabeach, alla piscina di Ponterosso, ma anche al parco della Cittadella e via del Castellano. In totale 25 furti nelle auto negli ultimi sei mesi, in cui i presunti ladri hanno rubato gioielli, occhiali da sole, cellulari, borse, portafogli, documenti, soldi in contanti.  Un bottino da 70mila euro che, secondo gli investigatori, sarebbero frutto di colpi messi a segno tra il 2015 e il 2106, dunque prima dell’inizio delle indagini, scattate circa 6 mesi fa, quando i Carabinieri hanno iniziato a raccogliere una serie di denunce da parte delle vittime.

Gli inquirenti si sono messi al lavoro con le più classiche tecniche di indagine: appostamenti, riprese video e pedinamenti, dopo aver concentrato i sospetti su quel giovane anconetano: il 23enne. E’ stato a quel punto che il pm Dicuonzo ha avallato la richiesta dei militari di iniziare a controllare gli spostamenti del sospetto con un apparecchio gps. I movimento della sua Mini Cooper erano compatibili e coincidenti con una serie di furti. Il modus operanti era sempre lo stesso: M. S. si avvicinava al luogo prescelto, aspettava che nei vari parcheggi ci fosse poco movimento e agiva. Gli bastavano pochi minuti per aprire le auto con un chiavino e saccheggiare il mezzo. L’ultimo, pesante elemento indiziario è stata la perquisizione a casa del complice, dove è stata ritrovata la refurtiva. La stessa denunciata dalle vittime nel corso dei mesi. E che i due fossero collegati nei furti in questioni, lo testimonierebbe un video (GUARDA LE IMMAGINI) che li vede entrambi prelevare ad un bancomat di via Torricelli a Collemarino co una carta oggetto di furto. In sede di convalida, il Gip Antonella Marrone non ha accolto completamente le richieste della publica accusa in quanto, su 5 dei 25 episodi, ha ritenuto provati i fatti ma senza una sufficiente gravità indiziaria. Resta il fatto che il giudice ha accolto la richiesta della publica accusa di misura di custodia cautelare in carcere per entrambi gli accusati. 

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