Cronaca

Tentano di investire un carabiniere per sfuggire all’arresto: in manette “famiglia” di pusher

Due uomini ed una donna (in stato di gravidanza) erano organizzati in una banda per il traffico e lo spaccio illegale di cocaina nella vallesina fino a raggiungere Osimo e la zona ferroviaria di Ancona

Un inseguimento al cardiopalma – con un tentato investimento di un carabiniere per cercare di garantirsi la fuga – si è concluso ieri con l’arresto di una “famigliola” di tre persone (in realtà una banda di spacciatori): la donna non solo era in avanzato stato di gravidanza, ma aveva anche con sé un bimbo di 15 mesi. Ecco i fatti:

I carabinieri della Stazione Mobile di Osimo stavano monitorando i movimenti di un’autovettura Honda CRV con targa estera greca e di colore rosso, vista aggirarsi più volte nei pressi della Stazione ferroviaria. I militari di Osimo e quelli di Castelfidardo hanno deciso così di “circondare” la zona interessata eseguendo specifici servizi di osservazione, controllo e pedinamento.
L’auto non ha tardato a fare la sua comparsa: a bordo c’erano i due uomini e la donna in stato di gravidanza avanzato, che portava con se un bambino di circa 15 mesi: all’apparenza un normale nucleo familiare. Dopo una ventina di minuti di infruttuosa attesa – durante i quali gli uomini a bordo hanno effettuato diverse telefonate, l’auto si è diretta verso Ancona, fino alla stazione FS, sempre seguita dai carabinieri.

Dopo aver parcheggiato i tre individui sospetti sono scesi dall’auto e, mentre la donna con il bambino in braccio rimaneva nei pressi dell’ingresso della stazione ferroviaria, i due uomini si allontanavano per entrare in alcuni Bar della zona e poi uscirvi immediatamente, raggiungendo la donna e rientrando nell’automobile. I carabinieri hanno notato l’uomo più anziano fare cenno al più giovane di allontanarsi, probabilmente perché insospettito. Dopo qualche istante i tre sono quindi ripartiti a gran velocità, in direzione di marcia Falconara Marittima, immettendosi sulla S.S. n. 16 “Adriatica”, sempre pedinati dai militari.
Nel corso dell’inseguimento sono stati effettuati accertamenti sulla targa del veicolo, risultato intestato ad un albanese incensurato ma noto alle forze dell’ordine.
Il veicolo è stato finalmente raggiunto all’altezza della rotatoria di Collemarino e i carabinieri a quel punto hanno intimato l’alt, ma la reazione dei tre non si è fatta attendere: inizialmente l’auto ha rallentato e si è fermata, ma all’improvviso ha ripreso con rapidità la marcia tentando di investire il militare che si era diretto verso il mezzo per effettuare il controllo. La manovra era così repentina che l’auto dei fuggitivi ha persino urtato un muretto.

Immediatamente gli uomini dell’arma hanno dato l’allarme agli altri veicoli militari che si trovavano in posizione avanzata, già predisposti lungo la strada in un posto di blocco che sbarrava la Strada Statale in direzione di Falconara Marittima, a circa 500 metri dal controllo forzato.
I carabinieri, armi in pungo, hanno bloccato l’auto, rimasta chiusa nella ragnatela dei carabinieri.
Dalla perquisizione dell’auto è sbucato un grosso involucro contenente 102 grammi di cocaina purissima in cristalli  e la somma contante di € 300. Lo stupefacente, una volta tagliato, poteva triplicare i guadagni illegali sul mercato a dettaglio arrivando ad un valore di 30mila euro.

I tre personaggi, veniva sottoposti al fotosegnalamento e rilievi dattiloscopici ed identificati per:

-    P. E., nato e residente a Shqiptare (Albania), Classe 1966, domiciliato in Castelpiano (AN), coniugato, nullafacente, incensurato (autista dell’auto);
-    P. L., nato e residente a Shqiptare (Albania), Classe 1990, domiciliato in Castelpiano (AN), coniugato, nullafacente, incensurato;
-    B. B., nata a Kavaje Durres (Albania), Classe 1981, residente in Jesi (AN), coniugata, casalinga, incensurata.

I due uomini – che sono risultati essere padre e figlio – e la donna loro complice (non imparentate coi due) erano organizzati in una banda per il traffico e lo spaccio illegale di cocaina nella vallesina fino a raggiungere Osimo e la zona ferroviaria di Ancona.
Arrestati in flagranza di reato per detenzione illecita stupefacente e resistenza a pubblico ufficiale a seguito del tentato investimento di un carabiniere i due uomini sono stati portati al carcere di Montacuto, mentre alla donna, a causa del suo stato  di gravidanza, sono stati dati i domiciliari.  

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