Lavoravano in nero per 3 euro all'ora, blitz nell'autolavaggio: arrestato il titolare

Operazione dei carabinieri, sigilli al car wash: uno dei dipendenti non aveva il permesso di soggiorno e verrà rimpatriato. L'imprenditore ha patteggiato: è di nuovo libero

L'autolavaggio sequestrato a Castelferretti

Nove ore di lavoro quotidiane, 7 giorni su 7, per una paga di neanche 3 euro all’ora. Per questo un 36enne egiziano, gestore di un autolavaggio a Castelferretti, in via Mauri, è stato arrestato per sfruttamento del lavoro. La sua attività è stata sequestrata.

L’operazione è stata condotta sabato dai carabinieri di Macerata (Nucleo Ispettorato del Lavoro) in collaborazione con i colleghi del Nil di Ancona e con i carabinieri di Falconara ed è nata da un altro blitz avvenuto a fine novembre a Macerata, che portò alla chiusura di un secondo car wash gestito dallo stesso 36enne: qui gli investigatori avevano raccolto indizi sufficienti per dimostrare che venivano impiegati due egiziani in nero. Uno di loro, clandestino, trascorreva addirittura la notte nella struttura, all’interno di vani in cartongesso adattati a dormitorio, in pessime condizioni igieniche. Era emersa la totale violazione delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro: non era stato neppure elaborato un documento di valutazione dei rischi, né era stata fornita informazione e formazione ai lavoratori. Non veniva neppure garantita la sorveglianza sanitaria per gli stessi. Erano state contestate numerose violazioni dei diritti dei lavoratori: non avevano giorni di riposo, venivano impiegati 7 giorni su 7 dalle 8 alle 20 per una paga di due euro e mezzo all’ora. Per questo il gestore era stato denunciato e l’attività sottoposta a sequestro preventivo. 

Sulla scorta dei riscontri, i carabinieri hanno esteso l’indagine a un secondo autolavaggio, quello di Castelferretti: qui hanno trovato altri tre egiziani che lavoravano 9 ore al giorno, senza riposo settimanale, per una paga di circa 3 auro all’ora, assolutamente sproporzionata rispetto alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato. Uno di loro è risultato clandestino. Considerate le condizioni di sfruttamento emerse, su disposizione della procura, è stato arrestato in flagranza di reato il 36enne egiziano per il reato di caporalato e anche all’autolavaggio di Castelferretti sono scattati i sigilli, mentre il lavoratore senza permesso di soggiorno è stato trasferito al fine di essere rimpatriato in Egitto. In tribunale il 36enne ha patteggiato un anno e 6 mesi di reclusione con il pagamento di una multa di 1400 euro ed è tornato libero. 

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