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Cronaca

Pistola e droga nascoste nelle auto, resta in carcere il boss dello spaccio: «Ammetto, era tutta roba mia»

La squadra mobile aveva trovato un 43enne con quasi un chilo tra hashish e cocaina, in due vetture parcheggiate sotto casa. L'arma invece era clandestina, con matricola abrasa

ANCONA – Resta in carcere il presunto boss dello spaccio arrestato sabato a Falconara dalla squadra mobile. I poliziotti erano andati a casa sua, un albanese di 33 anni, e dopo una perquisizione, estesa anche alle sue pertinenze, lo avevano trovato con quasi un chilo di droga tra hashish (circa cinque etti) e cocaina purissima (tre etti). La sostanza stupefacente era all'interno un veicolo all'interno del cortile del condominio dove vive, nascosta e già suddiviso in dosi all'interno dei fanali anteriori e sotto il vano della batteria. In un automobile in suo uso i poliziotti avevano trovato anche una pistola calibro 9, con matricola abrase, e diversi proiettili di cui alcuni con ogiva cava, più potenti. Per gli investigatori l'arma clandestina sarebbe stata usata per intimidire i pusher a cui lui riforniva la droga poi destinata allo spaccio dell'intera provincia di Ancona. L'albanese, che avrebbe avuto come lavoro di copertura quello di rivenditore di auto, era finito in carcere con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di arma clandestina. Ieri mattina la gip Sonia Piermartini ha convalidato l'arresto del 43enne, difeso dagli avvocati Vando Scheggia ed Emanuele Senesi, lasciandolo in carcere. L'uomo infatti ha precedenti. Alla giudice avrebbe ammesso che droga e pistola erano sue. L'uomo si è mostrato pentito e a spingerlo a trafficare la droga sarebbero stati gravi problemi economici. 

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