Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Prostituzione, estorsione e furti: stroncata organizzazione attiva in cinque Regioni

E' stata stroncata dai Carabinieri del Ros, in collaborazione con le forze di polizia Romena e Belga, coordinate dall'Europol, un'associazione criminale di matrice romena attiva nei tre paesi UE

E’ stata stroncata dai Carabinieri del Ros, in collaborazione con le forze di polizia di Romania e Belgio, coordinate dall’Europol, un’associazione criminale di matrice romena attiva nei tre paesi UE, e per l’Italia nelle Marche, Liguria, Piemonte, Veneto e Sicilia. Sono 26 gli indagati colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere – attualmente 22 già catturati – che dovranno rispondere di associazione di tipo mafioso, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesioni personali, minacce, incendio, furto e ricettazione.

Le indagini dell’operazione, chiamata “Casa Transilvania” (dal ristorante di Porto Sant’Elpidio che fungeva anche da base operativa del gruppo), hanno avuto origine nel 2012, quando gli inquirenti hanno cominciato a collegare singoli episodi criminali fino a scoprire la presenza di un unico sodalizio criminale, che si spartiva il territorio della prostituzione su strada (e comminava tremende punizioni per chi sgarrava) in riunioni segrete cui partecipavano anche 30 o 40 persone.

La cosca romena ha consolidato il suo potere sul territorio anche marchigiano a partire dal 2011, quando ha estromesso con la forza i gruppi antagonisti albanesi e ha stretto la sua morsa sul racket della prostituzione. Nell’autunno del 2012 si era poi consumata una “scissione” in due differenti fazioni contrapposte, distinte per provenienza geografica, alla fine della quale era prevalsa quella dei “galiziani” (in quanto originari della citta romena di Galati).

Ognuna delle persone arrestate, secondo la Procura, gestiva fino a 5/6 ragazze, che pur non essendo ridotte in schiavitù come accade per altre realtà criminali di diversa etnia (alcune di esse erano legate sentimentalmente ai loro sfruttatori) venivano comunque tenute in un forte stato di sottomissione e severamente punite qualora osassero opporsi ai loro sfruttatori.

Diversi componenti del gruppo, inoltre, si dedicavano con profitto all’attività di furto e ricettazione con particolare predilezione, per le Marche, per le province di Ancona e Macerata, in quanto c’era le necessità di evitare furti nell’ascolano per non attirare ulteriormente l’attenzione delle forze dell’ordine. almeno 30 i furti contestati, compiuti anche da veri e propri “commando” composti da 9-10 persone che si attrezzavano di tutto punto per smurare casseforti dai muri e scardinare casse di supermercati.

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