Cronaca

Spaccio, estorsioni e autoriciclaggio: sgominata la banda dei pusher della "Gen Z"

Coinvolti 100 carabinieri nella vasta operazione che ha portato alla custodia in carcere di 4 persone, agli arresti domiciliari per altre 9 e all'obbligo di dimora per due 26enni

Il colonnello Cristian Carrozza

Parlavano al telefono con frasi in codice del tipo «mi serve un caffé» quando dovevano rifornirsi di hashish, anche in grosse quantità, o ancora «apriamo un ristorante» o «sono arrivate le paste» quando era ora di ritirare il carico di droga. Nell'ambito dell'operazione Bistrot questa mattina all'alba i carabinieri del Comando provinciale di Ancona hanno arrestato 15 persone con l'accusa di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e autoriciclaggio e svolto 25 perquisizioni domiciliari oltre a 8 arresti in flagranza di reato. Il lavoro ha portato al sequestro di 8 chili di droga e due misure patrimoniali. Oltre alle 4 persone portate in carcere sono nove quelle finite agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, tra cui una 31enne di Ancona, moglie di uno degli intermediari nella piramide criminale dello spaccio da cui è partita l'indagine dei carabinieri della Tenenza di Falconara nel 2019. 

Estorsioni e debiti 

Il 1 luglio del 2019 a Falconara un 18enne (oggi 22enne) aveva denunciato ai carabinieri il fatto che un suo coetaneo di origini tunisine lo minacciasse per un debito di droga non pagato da 18mila euro. I carabinieri erano intervenuti con una consegna controllata, ossia facendo credere al giovanissimo estorsore che avrebbe avuto i suoi soldi per poi, al momento dell'incontro, arrestarlo in flagranza. Quel fatto fu l'elemento che diede il via alle corpose indagini volte a disarticolare la banda di malviventi.

L'operazione dei carabinieri - GUARDA IL VIDEO 

I militari, infatti, dalle indagini hanno scoperto che l'estorsore, un pusher falconarese di origini tunisine, riceveva fino a 7 chili di hashish ogni mese e nel giro di poche ore piazzava tutta la merce ad altre persone. Ma chi a sua volta riforniva di droga il giovanissimo pusher? I militari si sono posti questa domanda e hanno scoperto che dietro c'era un "grossista" marocchino 33enne residente a Polverigi e domiciliato ad Agugliano. Nel giro erano coinvolti anche i suoi fratelli e altri due soggetti, uno residente a Cattolica ed uno ad Ancona. Dalle indagini è emerso che in cima alla piramide criminale ci fossero due soggetti, entrambi 35enni di origine marocchina, il primo residente a Cesena, il secondo a Rimini: loro due rifornivano anche il 33enne di Polverigi per circa 30 chili di fumo al mese. La droga era trasportata in macchina dall'Emilia Romagna alle Marche e veniva smistata e distribuita in tutta la provincia dorica. 

Tra i pusher che spacciavano nell'anconetano sono coinvolte anche quattro persone, tutti ventenni e trentenni, che avevano costretto un 25enne ad accedere ad una finanziaria per un prestito di 10mila euro e saldare così un debito di droga, minacciando violenze nei suoi confronti e verso la sua fidanzata. Inoltre, qualora la vittima non avesse finanziato il denaro per tempo avrebbe anche dovuto “regalare” al suo estorsore l'auto del valore di 7mila euro. 

Non solo Ancona 

Un lavoro complesso quello dei carabinieri di Falconara che si è tradotto nelle oltre 300 pagine di ordinanza a firma del Gip del tribunale dorico che, accogliendo le richieste validate dalla Procura, ha emesso le misure cautelari. Con l’operazione “bistrot”, in cui sono stati coinvolti 100 carabinieri, è stato inflitto un duro colpo al mercato della droga non solo della provincia di Ancona. Difatti, nell’ambito di un autonomo procedimento penale, i carabinieri della Compagnia di Riccione tra il 27 ed il 29 gennaio scorso, hanno sequestrato 80 chili di hashish e 20 chili di marijuana. Dalle indagini è emerso essere coinvolto uno dei soggetti attualmente indagati nel traffico di hashish anconetano. Nel bilancio totale dell'indagine, infine, è stato appurato un traffico pari a 153 chili di hashish, 1,4 chili di cocaina e 20,2 chili di marijuana per un presunto ricavo di quasi un milione di euro. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Spaccio, estorsioni e autoriciclaggio: sgominata la banda dei pusher della "Gen Z"

AnconaToday è in caricamento