Jesi: imprenditore in manette, forse è uno degli “uomini d’oro”

Sarebbe coinvolto anche un imprenditore Jesino con la banda che mise a segno uno spettacolare furto di oro a Poggio Bagnoli, in Arezzo, isolando il paese e dando l'assalto all'azienda orafa Salp per svuotarne il caveau

Sarebbe coinvolto anche un imprenditore Jesino con la banda che l’8 marzo del 2011 mise a segno uno spettacolare furto di oro a Poggio Bagnoli, in Arezzo, isolando il paese - anche con l'ausilio di mezzi comunali rubati, disposti in maniera strategica per bloccare le vie di accesso - e dando l'assalto all'azienda orafa Salp per svuotarne il caveau: i ladri avevano portato via ben un quintale e mezzo in oro, perdendone la bellezza di 44 kg durante la fuga.

L’operazione delle forze dell’ordine, chiamata “Uomini d’oro 2”, coordinata dalla procura di Arezzo, ha portato diversi arresti in Puglia ad Andria e Cerignola e nelle Marche – per l’appunto a Jesi – dove abita l’imprenditore S. M., che avrebbe fornito uno dei tre escavatori per il colpo. Le indagini si sono basate sull'esame del Dna.

Polizia e Carabinieri di Andria, Trani, Cerignola e Jesi hanno collaborato in maniera sinergica per portare a termine l'operazione,  mentre gli arrestati sono stati tutti associati presso le case circondariali di zona.


 

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