Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Attentato alla Clementoni: preso l'ex dipendente, "Mi cercavate?" ha detto al poliziotto

"Mi cercavate?" ha detto il ricercato. L'agente ha mantenuto la calma e gli ha detto: "Si ti stiamo cercando ma stai calmo" ed è poi riuscito a convincerlo a portarli all'auto rubata il giorno prima

Arrestato I. N., 43 anni di origini rumene, che venerdì aveva tentato di far saltare in aria l'azienda della Clementoni di Recanati con un'auto imbottita di gas metano e benzina. L'arresto è avvenuto ieri intorno alle 17:00. Stanato dalla prontezza di un agente delle Volanti di Ancona guidate dalla funzionaria Cinzia Nicolini. L'agente, insieme al suo collega, stava pattugliando la zona tra Piano e Grazie. Ad un certo punto la vista di quell'uomo che camminava lungo via Colleverde. Il dubbio che fosse qualcuno di sospetto poi, il tempo di fare inversione con la Pantera, e l'uomo si era seduto su una panchina di fronte al giardino di una casa. Uno sguardo alla foto segnaletica e poi la conferma. Era lui. Il poliziotto si è così avvicinato a I. N, che gli ha detto per primo: “Mi cercavate?”. Attimi di tensione perchè il sospetto attentatore aveva le mani congiunte come a proteggere qualcosa sulle sue gambe. Un'altra bomba? L'agente ha mantenuto grande sangue freddo e con tutta calma gli ha detto: “Si ti stiamo cercando ma stai calmo” ed è poi riuscito a convincerlo a farsi seguire. L'uomo in mano non nascondeva nulla. Pericolo scampato. Anche il coltello che aveva il giorno prima a Recanati non è stato ritrovato. Il rumeno è finito in manette e poi ha portato i poliziotti all'auto che aveva rubato il giorno prima, parcheggiata da tutta altra parte: in via Senigallia.

L'uomo era al sicuro ma quell'auto avrebbe potuto nascondere una trappola, forse un'altra bomba. Alle 18:00 sono scattate le misure di prevenzione ed è stata isolata la Punto celeste che l'uomo aveva rubato il giorno prima per fuggire da Recanati. Evacuate tutte le palazzine del tratto di strada che unisce via Senigallia a via Ascoli Piceno e sul posto sono arrivati gli artificieri e i Vigili del Fuoco. Alta tensione per almeno un'ora, quando il robot della Polizia ha controllato la pancia della macchina. Poi è intervenuto un  agente con la tuta protettiva per perquisire la Punto. Almeno un'ora di angoscia per tutti i residenti che, da lontano, assistevano all'operazione di controllo. Poi lo scoppio e il terrore. Ma era solo un petardo chissà dove. Intorno alle 19:00 è arrivato il verdetto dell'artificiere che, sbracciando verso i colleghi, ha fatto cenno che l'auto era pulita.

Nel frattempo l'uomo era stato portato in Questura, dove è stato interrogato dagli investigatori ai quali però I. N. non ha spiegato il motivo del suo folle gesto. Fatto sta che il 23enne aveva già lavorato alla Clementoni e da diverso tempo era in cerca di lavoro. Un disagio che gli stava dando grossa preoccupazione e che lo avrebbe quasi ossessionato. Ora l'uomo dovrà di rispondere di quello che ha fatto di fronte ai magistrati. Rapina e incendio aggravato sono i reati di cui è accusato, ma rischierebbe anche la tentata strage.

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