Via Gigli, massacrò un uomo con una mazza da baseball: arrestato

Prima é stato massacrato con una mazza da baseball, poi è intervenuto è stato colpito a coltellate. Solo il pronto intervento della polizia ha impedito che l'aggressione potesse diventare una tragedia

E’ stato arrestato F. G., il 51enne di origini tunisine che lo scorso 5 gennaio aveva messo in atto una spedizione punitiva in via Gigli a danno di un suo connazionale di 35 anni. Il 51enne si era presentato sotto casa della vittima insieme ad un altro picchiatore: E. G., tunisino di 34 anni. Prima E. G. lo ha massacrato con una mazza da baseball, poi è intervenuto E. G. per finirlo con delle coltellate. Solo il pronto intervento degli agenti delle volanti aveva impedito che si consumasse la tragedia. I poliziotti arrestarono il 34enne, mentre il 51enne riuscì a fuggire. Proprio F. G., cosciente di averla fatta grossa, se ne andò da Carlo Pinto-3Ancona, facendo perdere le sue tracce. O almeno lui così credeva.

Ma dopo un mese ad indagare nelle acque dello spaccio straniero, gli agenti della squadra Mobile di Ancona, guidati dal capo Giorgio Di Munno e dal vice capo Carlo Pinto (in foto), sono arrivati a lui. Il latitante era finito a Modena. Convinto forse che la polizia non si sarebbe mai scomodata per arrivare fino in Emilia Romagna. E invece gli è andata male. Anche perché il pm Irene Bilotta gli ha contestato dei reati pesantissimi: tentato omicidio, tentata estorsione, lesioni gravi e porto di armi e strumenti atti ad offendere. Ecco dunque che la Mobile anconetana ha dato il via alla caccia all’uomo, avviando una collaborazione con i colleghi modenesi per consegnare alla giustizia un uomo non solo gravato da reati pesanti, ma anche pericoloso. Sabato scorso l’uomo era in un bar vicino alla stazione di Modena quando è stato riconosciuto da due agenti della Polizia Municipale che, in contatto con gli agenti della Mobile modenese, hanno fatto scattare il blitz. Il tunisino è stato fermato, arrestato e consegnato ai poliziotti di Ancona. 

Dunque i due tunisini sono accusati di aver tentato di uccidere un loro connazionale di 35 anni. Il motivo? Un sgarro nell’ambito del mercato dello stupefacente. Uno sgarro tale da richiedere come pegno la morte. Così avrebbero provato ad eliminare l’”infame”. Perché questo è il reato di cui sono accusati i due stranieri: aver tentato di uccidere. E per poco non ci andavano vicini. Solo dopo diversi giorni di prognosi, la vittima ha potuto collaborare con la giustizia, riconoscendo in una foto il 51enne pluripregiudicato

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