Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Tentano di investire un carabiniere, arrestati 2 membri della banda del buco

I militari recuperavano il furgone dove i ladri avevano caricato di tutto: tubi, contatori, raccordi in rame e in ottone, nonché utensili e attrezzature varie per idraulica come smerigliatrici a disco e trapani. Un bottino per circa 55mila euro

Banda del buco

Li hanno scoperti mente compivano un furto allo stabilimento Multiservizi Spa, in via Fiume Esino, tra Montemarciano e Falconara. I ladri avevano sfondato il muro con mazze e picconi, per cui gli inquirenti non hanno avuto dubbi: era la banda del buco. Dopo il furto è scattato l’inseguimento notturno, che ha portato all’arresto di due uomini di origini rumene: S. P. di 33 anni e M. B di 22. Restano ancora in circolazione 3 componenti della gang che, sempre secondo fonti investigative, sarebbe formata da 5 elementi. Intanto i  militari hanno hanno fermato 2 di loro, smembrando il gruppo. Un risultato arrivato dopo settimane di controlli a tappeto. La svolta è stata quando i carabinieri hanno messo gli occhi su un’auto sospetta, poi rivelatasi rubata. 

I FATTI. Con quella stessa auto, nella notte appena trascorsa, i malviventi sono entrati nello stabilimento Multiservizi. Sarebbero rimasti dentro un’ora circa per poi uscire sfondando il cancello della ditta. Due erano a bordo di un furgoncino Fiat Ducato, subito seguiti da una Opel Astra. Ma di fuori, ad attenderli, c’era un’auto civetta della stazione di Montemarciano, che si è subito lanciata all’inseguimento chiedendo i rinforzi al comando di Senigallia. Le macchine sfrecciavano lungo l’Adriatica. Poi i carabinieri, hanno dato il via al piano per bloccare i fuggiaschi. L’autoradio della Radiomobile di Senigallia bloccava il furgone piombandogli di fronte in contromano. A quel punto i due rumeni sono scesi dal mezzo e hanno tentato di fuggire a piedi ma, dopo una breve colluttazione, sono stati bloccati dai carabinieri, che li hanno subito arrestati. Ma dietro c’era la Opel che si è vista arrivare da dietro un’altra gazzella, quella di Montemarciano. I malviventi, ormai braccati, hanno giocato il tutto per tutto e hanno inserito la retromarcia. Con fatica, sono riusciti a superare l’auto delle forze dell’ordine in retromarcia, riuscendo a buttarsi in una strada adiacente. Ma proprio all’angolo in quella strada, come ultimo presidio, si era posizionato un maresciallo di Montemarciano. «Alt carabinieri» ha gridato. Ma l'auto non si è fermata e se non avesse seguito l'istinto di lanciarsi a terra, sarebbe stato sicuramente investito. 

I militari recuperavano il Fiat Ducato, dove i ladri avevano caricato di tutto: tubi, contatori, raccordi in rame e in ottone, nonché utensili e attrezzature varie per idraulica come smerigliatrici a disco, trapani. Un bottino per circa 55mila euro. Tutto sequestrato, mentre il pm Rosario Lioniello ha contestato agli arrestati il reato di rapina aggravata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e concorso in tentato omicidio. In attesa della convalida, che si terrà lunedì, resteranno nel carcere di Montacuto. 

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