Una pioggia di milioni per sistemare il Misa: «Mai più il 3 maggio»

Entro il 4 dicembre la consegna dei lavori di ripristino degli argini e del letto del fiume che nel 2014 esondò con un bilancio di tre morti e danni per milioni

La visita al cantiere nel letto del fiume Misa

Mezzi meccanici in azione sul letto del Misa. Per eliminare alberi pericolanti e altri ostacoli e rinforzare gli argini. Lavori per 2,6 milioni divisi in due lotti: da Ponte Portone a Ponte Vallone e poi fino a Pianello di Ostra. Obiettivo: scongiurare l'incubo d'acqua che il 3 maggio 2014 sommerse Senigallia di fango e morte. Questa mattina il sindaco Maurizio Mangialardi, il presidente regionale Luca Ceriscioli, l'assessore alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti e Claudio Netti, presidente del Consorzio di Bonifica, hanno visitato il cantiere del secondo lotto. In tutto parliamo di 4 chilometri di intervento ma grazie ai ribassi sulla base d'asta sarà possibile allungarsi a un quinto chilometro.

È la risposta della Regione Marche alle istanze di una Senigallia che ancora oggi, a quattro anni di distanza, guarda al cielo quando piove di brutto e tiene le dita incrociate. Appalto avviato il 4 giugno scorso. Entro il 4 dicembre è prevista la consegna dei lavori. «Siamo soddisfatti – spiega il sindaco Mangialardi – perché finalmente non si intervniene sull'urgenza ma c'è un progetto complessivo. Si è passati dopo 40 anni dalla constatazione alla prevenzione. Quel che è certo è che il fiume esiste e continuerà a esistere. Dobbiamo lavorare per far sì che in caso di eventi eccezionali l'acqua si disperda il più possibile». 

Esondazione sì ma programmata e controllata

L'acqua continuerà a fuoriuscire dagli argini anche in futuro ma lo farà in zone prestabilite e adatte. Ovvero, lontane dalle case, dalle strade. È questo il progetto del Consorzio di Bonifica, braccio operativo della Regione Marche sui corsi d'acqua dopo l'addio alle competenze delle Province. Il presidente Netti ha passato due anni a fare il monitoraggio di tutta la rete idrica della regione. Portando poi all'attenzione della stessa Regione le criticità e le priorità d'intervento. «Sta cambiando la filosofia – dice – dobbiamo dare più spazio ai fiumi, diventare giardinieri di questo territorio molto fragile che va curato come le generazioni del passato ci avevano insegnato. Stiamo costruendo un patrimonio. Un disegno importante che inizia da Senigallia». Per Mangialardi «un conto è avere fenomeni controllati, un altro è subire un'emergenza. Chiedo ora la stessa velocità per avere una vasca di espansione. Mi auguro sia il primo di una serie di interventi perché è ovvio che da sola non sarà esaustiva». Sul Misa sono previsti in totale lavori per circa 18 milioni di euro. 

Ceriscioli, appello al Governo: «Confermate i soldi stanziati dal precedente esecutivo»

Un merito dell'esecutivo regionale è stato quello di affidare le risorse al Consorzio di Bonifica anziché ai Comuni e alle Province come avveniva in passato. A causa del Patto di Stabilità degli enti locali spesso avveniva che le risorse stanziate non potevano essere spese. «Ora abbiamo una programmazione più agevole – spiega Ceriscioli – e non progetti che finivano a tempo indeterminato nei cassetti. Continuere su questa strada che è il più grande cantiere diffuso della nostra regione. Governare le acque è fondamentale per il territorio e per la stessa manutenzione di edifici e strade». «Parliamo complessivamente di 100 milioni di euro. Una somma mai spesa finora per la difesa del suolo e delle aste fluviali che, nelle Marche, sono tutte o quasi come il Misa» conclude Sciapichetti. «Confidiamo – aggiunge Ceriscioli – che il nuovo Governo confermi gli stanziamenti del progetto Italia Sicura, avviato dal precedente esecutivo».

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