Benvenuta Arcopolis: «Qui ci si sporca le mani per far vivere il quartiere»

L'associazione è stata tenuta a battesimo dal sindaco Valeria Mancinelli e gli assessori Paolo Marasca e Stefano Foresi

La presentazione di Arcopolis

Si chiama Arcopolis ed è un’associazione composta da cittadini che si sono dati un obiettivo chiaro: restituire vita al quartiere degli Archi. Il bello è che nel direttivo di 27 persone, presentato venerdì pomeriggio nei locali del centro H, ci sono residenti anche di altri quartieri. Giovani, meno giovani, arcaroli di primo pelo ma anche ragazzi e ragazze di origini tunisine, albanesi e senegalesi. Protestare contro ciò che non va? No, quello è troppo facile. Arcopolis, battezzata davanti al sindaco Valeria Mancinelli e agli assessori comunali Stefano Foresi e Paolo Marasca, è nata per un’altra sfida: «Qui ci si sporca le mani per cambiare le cose che non vanno bene- ha spiegato il presidente Silvio Boldrini, già coinvolto nel progetto Educalci- piangere e basta è da bambini. Sappiamo ad esempio che c’è una frattura con la comunità bengalese, vogliamo affrontarla e risolverla anche dicendoci le cose in negativo». Chiarezza di intenti, confronto e soprattutto la creazione di momenti associativi per raggiungere l’obiettivo di fare comunità mettendo insieme le diverse culture presenti nello storico quartiere. Uno di questi eventi è già in corso, si chiama “El riò ‘ntel palò” ed è un torneo di calcetto da 10 squadre miste dedicato alla memoria di Pacifico Ricci, il pescatore che sacrificò la propria vita per salvare un collega e al quale è intitolato il campo sportivo che ospita la competizione fino al 1 giugno. L’altra è la festa di quartiere in programma l’8 giugno con giochi, concerti e cena. «Dopo le esperienze associative forti legate alla figura dei pescatori e a quella del “doge” (lo storico parroco Don Eugenio Del Bello scomparso nel 2010, ndr) oggi creiamo un’associazione che vuole mettere insieme tutte le culture presenti» continua Boldrini. Tornei ed eventi però non sono l’obiettivo, specifica il presidente: «Sono il mezzo per conoscerci di più e meglio, i primi passi per lavare i pani sporchi non in casa ma in piazza». Gli Archi del resto sono una grande famiglia, spiega la vicepresidente di Arcopolis Michaela Raptis, che in quel quartiere ci è nata e cresciuta: «A volte ci etichettano, ma io qui non ho avuto mai nessun problema, anzi è bello vedere quanta forza hanno i ragazzi di 16 o 17 anni – ha spiegato Michaela- Sì, ci sono stati molti cambiamenti nel tempo ma fanno parte dell’evoluzione umana. Gli stranieri? Posso dire che ho pianto quando quelli presenti nel mio palazzo sono andati via, perché erano gli unici che mi aiutavano a portare su la spesa quando ero incinta».

Un quartiere con due cuori

I cuori degli archi sono due. Uno è il campetto Pacifico Ricci, per il quale l’associazione ha presentato  direttamente al sindaco e agli assessori tre richieste: l’illuminazione, una fontanella e la manutenzione. Per quest’ultima la stessa Arcopolis si è messa a disposizione con una proposta accolta favorevolmente dall’amministrazione: «Se il Comune ci dà i mezzi necessari ci pensiamo noi, magari dando un contributo a chi se ne può occupare in modo da creare una piccola economia nel quartiere» ha detto Boldrini, che ha proposto anche la gestione del campo in capo alla stessa associazione: «E’ cosa fatta- ha risposto la Mancinelli- è bene che chi usa il campo abbia anche l’onere e la fatica di tenerlo pulito e utilizzabile anche a 14 anni». L’ok del sindaco è arrivato anche per l’illuminazione, che dovrebbe arrivare entro l’inverno. Per la fontana, ha spiegato Foresi, c’è da risolvere prima il problema su come portare l’acqua dalla parte bassa del quartiere a quella alta dove sorge il campo. L’altro cuore degli Archi è la scuola Leonardo Da Vinci, la cui biblioteca è candidata ad essere la sede fissa dell’associazione. 

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La sede 

Al sindaco infatti è stata presentata la richiesta di una sede stabile. Il sogno del comitato è di poter usare la stessa struttura che oggi ospita l’Ente Nazionale Sordi, adiacente al Pacifico Ricci, ma quella più realistica è rappresentata dalla biblioteca delle Da Vinci: «Sarebbe un modo per far entrare la scuola in relazione con il territorio» ha spiegato Silvio Boldrini. Il tutto in attesa della nuova struttura che sorgerà al posto del centro H per il quale stanno partendo le gare di appalto. «Le Da Vinci sono aperte al quartiere con tanta felicità- ha detto la dirigente scolastica reggente Alessandra Rucci- dopo un anno di reggenza mi piacerebbe essere riconfermata perché dentro quella scuola c’è tanto cuore ed è quello di chi ci lavora. E chi lavora sono tutte persone che ci vogliono stare». La chiusura della Rucci è sul quartiere dove lei, ex insegnate di Silvio e Michela, ha passato anni di gioventù: «E’ il quartiere più bello di Ancona». Concetto che il giovane rapper Francesco Stecconi, in arte “Leuca” ha voluto trasformare in musica e cantarlo davanti al sindaco, che non ha nascosto la propria commozione.

"Archi", la canzone rap che ha commosso il sindaco
 

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